Lactalis fa il pieno di fatturato, specie nelle Americhe dove, per la prima volta, ha varcato la soglia dei 10 miliardi di euro di ricavi.
Nel 2025, comprendendo tutte le aree del continente (Nord, Centro e Sud), la macroarea ha un peso intorno al 33% sul totale (31,2 miliardi di euro di giro d’affari complessivo), un valore trainato specialmente da Stati Uniti, Canada, ma anche Brasile.
A dare una grossa spinta negli Usa, l’integrazione del ramo yogurt di General Mills, che rappresenta 1,2 miliardi di dollari di fatturato (circa un miliardo di euro), un migliaio di dipendenti e due siti produttivi, a Murfreesboro (Tennessee) e a Reed City (Michigan).
L’acquisizione, portata a termine il 30 giugno dello scorso anno per un valore di 2,1 miliardi di dollari (quasi 1,8 miliardi di euro), ha segnato un punto di svolta unendo, nella nuova divisione Midwest Yogurt, marchi come Yoplait, GoGurt, Oui e :ratio, che si sono aggiunti ai brand Siggi's e Stonyfield, permettendo al gruppo di diventare il terzo attore nel mercato locale degli ultra freschi.
In Brasile, Lactalis ha rafforzato la propria posizione come principale azienda lattiero-casearia del Paese, guidata dal successo dei lanci di alcuni prodotti salutistici - Itambé Zero (yogurt senza lattosio e vitaminizzato) e Parmalat Fit - e dall’introduzione di Galbani.
In Canada, infine, la multinazionale francese ha rafforzato la sua quota di mercato nei beni di consumo.
A livello internazionale – dove il gruppo è presente in 50 Paesi, con l’Italia fra i mercati chiave, e dove dispone di quasi 260 fra impianti lattieri e caseifici - il giro d’affari consolidato ha toccato, si è detto, 31,2 miliardi di euro. L’aumento tendenziale è stato del 2,9%, mentre l'utile netto è salito a 528 milioni di euro, pari all'1,7% dei ricavi.
Di conseguenza, la redditività è progredita verso l'obiettivo, già fissato, di un ritorno a una marginalità del 2%, il che ha garantito un notevole potenziale di investimento.
Così Lactalis ha lanciato, durante l’esercizio, più di 300 referenze. Fra queste svettano la diversificazione del brand Lactel, numero uno del latte in Francia, che ha introdotto il latte Vita’Vie (arricchito con 12 vitamine) e la mini-burrata Galbani in Italia. Il marchio australiano Pauls ha inserito la gamma Protein+ (latte e yogurt), mentre Bridélice (panne, creme e salse) e Président (formaggi) hanno proposto, nell’Esagono, i formati tascabili.
Nel 2025, sono stati investiti 1,1 miliardi di euro (con un aumento di 100 milioni rispetto al 2024) sulle strutture industriali del gruppo, per espanderne la capacità produttiva, supportare lo sviluppo delle innovazioni e ridurre l'impronta ambientale.
All'inizio di aprile 2026, dunque dopo la chiusura contabile, Lactalis ha finalizzato l'acquisizione delle attività consumer della cooperativa neozelandese Fonterra un big con un fatturato di 5,6 miliardi di dollari neozelandesi (2,85 miliardi di euro).
Questa transazione apre nuove opportunità di crescita in Oceania, Asia e Medio Oriente. Il deal consentirà al gruppo di rafforzare significativamente la propria presenza in queste aree, aumentando la forza lavoro locale, da 11.000 a oltre 15.000 dipendenti ed espandendo la sua presenza da 34 a 50 siti produttivi
E l’Italia? In Italia, dove fattura circa 3 miliardi, il colosso francese ha aperto la nuova sede e annunciato, a inizio febbraio 2026, un piano di investimento di 400 milioni di euro.
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