Nel 2025 Barilla ha acquistato 4.160 tonnellate di grano tenero da agricoltura rigenerativa (250 mila tonnellate è l’obiettivo 2030), che punta a ripristinare la salute del suolo, la biodiversità e a ridurre l’utilizzo di acqua.
Partendo da qui è arrivato a scaffale nel 2025 il biscotto Mulino Bianco Buongrano, il primo prodotto realizzato con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa. Ma ci sono anche altri casi di attenzione alla sostenibilità: il ridimensionamento del packaging delle Tagliatelle che ha portato a un risparmio di 150 tonnellate di cartone e una riduzione del 20% delle emissioni Co₂; oppure i vasetti per i sughi pronti che contengono circa il 65% di vetro riciclato. Sono alcune delle “storie di sostenibilità” che il gruppo Barilla presenta in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno con la pubblicazione del Rapporto di sostenibilità 2025.
“Il futuro del Pianeta sarà sempre più legato alla capacità di diffondere cultura ed educazione - sostiene Paolo Barilla, vice presidente del gruppo emiliano -. Per Barilla, questo significa prendersi cura delle comunità, promuovere buoni valori e investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell'ambiente e attente alla salute delle persone”.
Sul fronte energetico, sono stati investiti 30 milioni di euro come parte del piano quinquennale da 168 milioni entro il 2030 destinato agli stabilimenti produttivi Barilla, tra efficienza energetica, gestione più attenta delle risorse idriche e sviluppo di impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tutte pratiche che peraltro rientrano in una corretta gestione delle risorse aziendali.
Nel 2025, cinque nuovi impianti attivati a Foggia, Melfi, Ascoli Piceno, Cremona e Thiva, in Grecia, hanno portato la capacità fotovoltaica installata negli stabilimenti a superare gli 8 megawatt, più del quadruplo rispetto al 2022. E ulteriori installazioni sono in programma tra il 2026 e il 2028 negli impianti bakery di Novara e Celle, in Germania.
Altrettanto significativo è il lavoro sul risparmio idrico: negli stabilimenti in aree a stress idrico, l'acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022, puntando all'obiettivo del +250% al 2030.
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