Riparte l’ottava edizione di Good food makers, il programma di open innovation di Barilla. Finora sono state coinvolte più di 1.100 startup di 50 paesi, 26 progetti pilota sviluppati e oltre 20 progetti attivi grazie alle soluzioni degli alumni del programma. Le candidature rimarranno aperte fino al 10 luglio 2026.
Per Barilla, il programma è uno degli strumenti chiave con cui il gruppo intercetta nuove tecnologie e accelera l’innovazione. Da quest’anno s’inserisce nella fase di avvio di Bite, il Barilla innovation & technology experience, il nuovo centro di innovazione dedicato allo sviluppo dei prodotti del futuro.
Sul fronte commerciale, nel 2025 Barilla group è arretrata sui ricavi ma ha rafforzato margine e utile. Il fatturato consolidato è di 4,83 miliardi di euro (-0,9%), un Ebitda di 579 milioni (+7,8%) e un utile di 233 milioni (il 4,8% del fatturato). Il margine è passato dall’11 al 12%, un punto in più come nel 2024. Parma ha una disponibilità finanziaria di 230 milioni, da 210 milioni.
Secondo il presidente Guido Barilla, i risultati "confermano la nostra solidità. La redditività è cresciuta e la posizione finanziaria resta positiva, permettendoci di continuare con il piano di investimenti".
Nel mix delle categorie, il 46,6% dei ricavi arriva dalla pasta, il 41,6% dai prodotti da forno (biscotti, snack e pani), il 10,2% dai condimenti e il resto dagli altri prodotti.
La multinazionale alimentare è presente in oltre 100 Paesi, con 30 siti e una produzione di oltre 2 milioni di tonnellate tra pasta, sughi pronti e prodotti da forno.
L’Italia rimane il primo mercato con il 35,5% del giro d’affari, le Americhe valgono circa il 22,4%, Europa e Russia il 40,2% e l’Asia quasi il 2%.
L’anno scorso Barilla ha aumentato le vendite di pasta del 4,4% a volume e i condimenti del 2% mentre nella bakery sono calate del 2% ma con lo stesso valore.
Per il 2026 la multinazionale del food conferma il rafforzamento della strategia: progetto Pasta Reinvention, con l’obiettivo di risalire nelle quote di mercato con prezzi competitivi; consolidamento della leadership nella bakery, con nuove innovazioni, e avvio dello snacking. Più penetrazione di pesti e sughi.
Barilla ha appena annunciato un investimento di 170 milioni di dollari per l’ampliamento del pastificio di Avon, nello stato di New York. Negli Usa controlla un altro pastificio nell’Iowa oltre a Back to Nature, operante nei prodotti da forno plant based.
Nel complesso, il giro d’affari in nord America è stimabile in 1 miliardo di dollari.
Recentemente Barilla è stata confermata, per il terzo anno consecutivo, la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione. Lo ha stabilito GlobalReptrak 100 che dal 1999 analizza le aziende con la migliore reputazione a livello globale.
Nel ranking 2026, il Gruppo raggiunge il 9° posto complessivo, 16 posizioni in più rispetto al 2025, che le consentono l'ingresso nella top 10 globale.
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