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Il plant based piace a mezza Italia: in 3 anni i consumatori salgono del 10%

Il plant based piace a mezza Italia: in 3 anni i consumatori salgono di oltre il 10%

Il plant based piace a mezza Italia: in 3 anni i consumatori salgono del 10%

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Luca Salomone

Continua l’idillio fra i consumatori italiani e il cosiddetto plant based : il 49,5% dei nostri connazionali mette in tavola i prodotti vegetali più volte al mese.

A dirlo è un’indagine realizzata da AstraRicerche per Unione italiana food.

In meno di 3 anni (dal 2023 a oggi), il numero di chi è permanentemente od occasionalmente vegetariano ha registrato una crescita del 10,6%, consolidando il ruolo di questi cibi.

Chi li mangia lo fa per variare la dieta (41,8% degli intervistati) o per aumentare il consumo di proteine vegetali (18,6%).

Non solo vegetariani

A scegliere il plant based non è solo il vegano o vegetariano, ma anche chi vuole “ripensare” i propri stili alimentari, incrementando l’apporto di frutta e verdura.

È un percorso di trasformazione delle abitudini alimentari in linea con quanto indicato dalla comunità scientifica internazionale e nazionale – spiega Unionfood - che invita a privilegiare le proteine vegetali, come per esempio i legumi, utilizzandoli almeno 3-4 volte a settimana, per contribuire alla riduzione del rischio di malattie croniche e cardiovascolari.

Tuttavia, nota Astra, solo 1 italiano su 4 consuma i legumi con frequenza elevata (oltre 4 volte a settimana), mentre la maggioranza si ferma sotto la soglia consigliata.

Le contraddizioni dell’Ue

Riflettendo su un trend generalizzato e consigliato dagli esperti, sembra per lo meno contradditorio che l’Unione Europea abbia varato, in tempi recenti (leggi altro articolo di Distribuzione Moderna ) una normativa che blocca l’impiego, per questi alimenti, di vocaboli che si riferiscono al mondo delle carni, come buger, bistecca, polpetta.

Non solo contradditorio, ma anche inutile, visto che secondo la ricerca, condotta per il Gruppo prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food, quasi 9 italiani su 10 (89,7%) che acquistano questi prodotti dichiarano di sapere benissimo cosa stanno portando in tavola.

E anche quando vengono sottoposti a una prova visiva, gli stessi consumatori riconoscono correttamente i cibi 100% vegetali. Nel caso delle polpette veg, per esempio, solo 1 su 30 (3,4%) ritiene che siano di origine animale.

PLANT BASED MEZZA ITALIA CONSUMATORI 10 PER CENTO 1

Per il 64,6% del campione questi prodotti consentono di mangiare i vegetali anche in stagioni in cui trovare i corrispondenti freschi non è semplice

"La crescente attenzione verso il plant based non è un fenomeno passeggero, ma sintomo di una trasformazione concreta delle abitudini alimentari – incalza Giancarlo Giorgio, presidente del Gruppo prodotti a base vegetale dell’associazione -. Tutte le linee guida della sana e corretta alimentazione, nazionali e internazionali, invitano a incrementare il consumo di vegetali e di proteine veg in particolare. La scelta vegetale è ragionata, guidata da motivazioni pratiche e nutrizionali, ma anche etiche, o legate a esigenze specifiche come le intolleranze".

Plant based: salutari per il 73%

Non è tutto. Per oltre il 73% dei soggetti intervistati questi alimenti sono molto o abbastanza salutari, perché ricchi di fibre, vitamine, minerali e proteine, a fronte di un contenuto ridotto di grassi e colesterolo e, quasi a pari merito, rappresentano un valido aiuto per una corretta nutrizione (73%). Per il 66,2% permettono di sperimentare nuovi sapori, consistenze e ingredienti in cucina e sono, inoltre, un ottimo rimedio quando si ha poco tempo (64,8%), mentre per il 64,6% del campione consentono di mangiare alcuni vegetali anche in stagioni in cui trovare i corrispondenti freschi non è semplice.

Chi è più attento alla sostenibilità anche in cucina, invece, li sceglie perché sono fatti solo ed esclusivamente con ingredienti di origine vegetale (67,8%), sono prodotti in modo eco attento e con un basso impatto sull’ambiente (63,4%).

I preferiti? Sono proprio i famigerati burger, polpette, salsicce e affettati (45,3%), insieme, però, a bevande (34%) e yogurt vegetali (32,4%).

Nota metodologica: l’indagine AstraRicerche per Gruppo prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food è stata condotta nel mese di dicembre 2025 su un campione di oltre 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni.

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