Nei primi undici mesi del 2025 il nostro export agroalimentare aumenta del 5% su base tendenziale, sfiorando i 67 miliardi di euro.
Questo lascia presagire una chiusura annua a 73 miliardi di euro, dunque con un guadagno secco di 3 miliardi sul 2024.
Alla base un valore aggiunto agricolo che registra un +0,6% e una produzione industriale che lievita di 4,5 punti.
Nello stesso periodo (gennaio-novembre) le vendite estere complessive dell’Italia crescono del 3,1%. In sostanza il motore del food&beverage resta più potente.
Fra i prodotti trainanti si distinguono caffè, panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca.
In parallelo la dinamica dei consumi interni accelera del 4%, confermando il recupero dei volumi di molti beni. Alcuni esempi: uova +6,7%, pane +3,1%, ortaggi freschi +2,9%, passate di pomodoro +2%, formaggi freschi +3,9%, yogurt +4,9%, carni avicole +2%, vini spumanti +5,8%.
Le buone notizie arrivano da Ismea, che ha appena rilasciato la ricerca trimestrale Agrimercati, terminante a settembre.

E ora il dettaglio dei comparti a cominciare da cereali e frumento. L’Italia si attesta a una produzione complessiva di 3,6 milioni di tonnellate (+3,4%), grazie all’aumento delle rese e a un andamento climatico più favorevole, con un profilo qualitativo complessivamente buono.
Rispetto a una campagna mondiale 2025/2026 stimata in 232 milioni di ettolitri (+3%), il nostro Paese conferma la propria leadership, con 47 milioni di ettolitri (+8%). Le giacenze a luglio 2025 erano però molto consistenti e pari 40,6 milioni di ettolitri (compresi mosto e aceti), ma stabili sul livello di luglio 2024.
Sempre robusti i consumi interni di spumanti che salgono, in 9 mesi, del 5,8% in volume e del 5% in valore.
L’annata 2025/26 è di “media carica”, ovvero con una produzione non eccezionalmente alta, ma in crescita rispetto alla campagna precedente, grazie soprattutto alle regioni del Sud. Di conseguenza, i listini medi dell’Evo italiano scendono, in media, poco al di sotto degli 8 euro al chilogrammo, mentre l’export sale del 17% a 303.000 tonnellate. Tutto questo dovrebbe dare una spinta anche ai consumi degli italiani: oli e grassi vegetali hanno registrato un calo dell’8,9 in valore nel periodo gennaio settembre 2025.
Nei primi otto mesi del 2025 le esportazioni ortofrutticole crescono del 3,9% in quantità e del 6,3% in valore, con un saldo commerciale ancora positivo a 1.739 milioni di euro, generato soprattutto dalla componente dei trasformati, 1.680 milioni di euro, mentre i freschi contribuiscono per 59 milioni.
Nelle carni i consumi domestici (tendenziali) crescono per l’intero aggregato del 6,7% in valore.
La produzione di bovini, da gennaio a settembre, sale dell’1,2%, in controtendenza rispetto al contesto UE (-4% nei primi otto mesi).
Avicoli: nei primi nove mesi 2025 l’indice produttivo è del +4,3%, mentre l’export presenta un delta del +2,3% con un saldo commerciale positivo di oltre 70.000 tonnellate.
Nei primi nove mesi i prodotti avicoli mantengono una salda leadership, rappresentando il 44% degli acquisti complessivi del settore carneo, volumi in incremento del 3% e valore in salita del 9,7, due indicazioni che denotano, tuttavia, prezzi in aumento di quasi sette punti.
In Italia, nel periodo gennaio–agosto 2025, l’export dei salumi, aumenta del 5,7% sia in volume sia in valore. Crescono le vendite oltre confine di prosciutti disossati (+1,8% in volume e +3,7% in valore), di insaccati (+5,3% e +6,9%) e di prosciutti cotti (+8,7% e +5,2%). In lieve recupero anche i consumi di domestici, con un +0,7 in quantità su gennaio-settembre 2024.
Latte e derivati: la produzione UE di latte vaccino nei primi nove mesi del 2025 è in lieve aumento (+0,5%) e a settembre il prezzo medio si attesta a 53,4 euro/100 al chilogrammo. L’Italia è quasi allineata: la materia prima cresce dello 0,3% e a ottobre 2025 il prezzo alla stalla è pari a 57,3 euro/100 litri.
Tra gennaio e agosto 2025 l’export di formaggi aumenta del 14,9% in valore e del 5,6% in volume; per Grana Padano e Parmigiano Reggiano si registra un +2,2% in volume e +20,4% in valore.
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