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Biologico: nel nuovo rapporto Ismea il supermercato conferma la leadership

Biologico: nel nuovo rapporto Ismea il supermercato conferma la leadership

Biologico: nel nuovo rapporto Ismea il supermercato conferma la leadership

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Luca Salomone

Il rapporto Bio in Cifre 2025 fotografa l'evoluzione del settore nel 2024, confermandone la centralità nell'agroalimentare italiano e il consolidamento del primato nazionale nel biologico europeo.

Supermercato primo e discount a doppia cifra

Sul mercato interno primo, fra i canali di vendita, secondo NielsenIQ, è il supermercato che, anche nel 2024, è il principale con un fatturato ormai prossimo a 1,5 miliardi di euro e un incremento di oltre 43 milioni rispetto al 2023 (+3,1%). È una dinamica sostenuta, in particolar modo, da una crescita dell’alimentare fresco, dove spiccano gli incassi dell’ortofrutta bio (+22,3 milioni di euro) e delle uova (+9,1 milioni).

Salgono pure gli ipermercati, con un fatturato alle casse di 830 milioni di euro (+4,1% sul 2023) e un 21% di acquisti domestici.

Terzo classificato, per la Gdo, è il discount, il quale consolida la sua espansione totalizzando 590 milioni di euro, pari al 15% della spesa complessiva del settore e un delta, su base annua del +10,2%.

Il dato, in valore assoluto, avvicina questo canale al dettaglio tradizionale. Quest’ultimo, infatti, pur veicolando il 20,4% in valore del totale bio, registra una nuova contrazione (-2,6%) e perde oltre un punto sul 2023.

Nonostante ciò, il normal trade continua a rappresentare un punto di riferimento per alcune specifiche referenze biologiche, come latte e derivati, ortofrutta e miele.

Lievi gli incrementi fatti segnare dai liberi servizi, che si attestano a 293,8 milioni di euro (+0,5%).

BIOLOGICO ISMEA SUPERMERCATO LEADERSHIP 1

Volumi più in alto dei valori

Sul fronte dei consumi, nel 2024 la spesa domestica per prodotti biologici raggiunge 3,96 miliardi di euro, con un aumento del 2,9% rispetto al 2023, mentre i volumi salgono del 4,3%, a conferma di una dinamica dei prezzi generalmente più contenuta rispetto agli equivalenti convenzionali.

“Per effetto di queste dinamiche positive – si legge nel rapporto, pubblicato il 18 dicembre 2025 -, l'incidenza del biologico sulla spesa agroalimentare complessiva torna a crescere, attestandosi al 3,6%”.

Il tutto è favorito da prezzi mediamente stabili per la maggior parte dei generi or­tofrutticoli bio. Fanno eccezione le patate, che riflettono la dinamica osservata nella fase di origine, registrando, sul 2023, un incremento per il prodotto biologico del 15,5% che, per il conven­zionale, si abbassa al +5,5%.

Tra i prodotti trasformati, si riscontra la tenuta del prezzo medio del lattiero, della categoria pasta e gnocchi e del riso, mentre per l’olio Evo il valore a scaffale continua a salire per il quarto anno consecutivo, con un incremento, sul 2023, più accentuato per il prodotto normale (+30,5%) in confronto a quello bio (+24,1%).

Nel biologico più aziende e più superfici

Bene anche per Sau, che in Italia supera i 2,5 milioni di ettari (+2,4% sul 2023), rappresentando il 20,2% del totale nazionale, una quota che rende sempre più prossimo il traguardo del 25% fissato dalle strategie UE per il 2030.

La nostra Penisola si conferma ai vertici europei per tale indicatore con valori decisamente superiori a quelli delle altre grandi economie agricole continentali (Spagna 12,3%, Germania 11,5%, Francia 9,9%).

Anche nel comparto zootecnico, il numero di capi del biologico mostra una dinamica complessivamente positiva, in controtendenza rispetto alla zootecnia convenzionale, con incidenze particolarmente rilevanti per caprini, ovini e bovini.

A livello territoriale, il Mezzogiorno concentra il 58% della Sau biologica nazionale, seguito dal Centro (23%) e dal Nord (19%): ma è il Settentrione ad avanzare al ritmo più elevato (+8,4% a fronte del +3,5% del Sud).

Prosegue, ultima ma non meno importante, la crescita degli operatori biologici, che nel 2024 raggiungono 97.160 unità (+2,9% sul 2023). L'aumento riguarda soprattutto le aziende agricole e i produttori esclusivi, mentre, nel medio periodo, si rafforza il modello delle realtà che integrano produzione e trasformazione, ulteriore segnale di progressiva strutturazione del comparto.

BIOLOGICO ISMEA SUPERMERCATO LEADERSHIP 2

Vai al Rapporto Ismea Bio in cifre 2025

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