Buone notizie per gli imballaggi. Le etichette dimostrano una crescente trasparenza verso il consumatore, secondo gli obblighi normativi in vigore dal 1° gennaio 2023.
Obblighi, peraltro, ancora parzialmente disattesi, sia per le complessità normative, sia per i costi aggiuntivi.
Secondo la nuova e ottava edizione dell'Osservatorio IdentiPack di Conai e GS1 Italy, comunque, il bicchiere è più che mezzo pieno e oltre il 55% dei beni a scaffale – presenti in ipermercati, supermercati e liberi servizi – riporta, nel periodo considerato - l'anno terminante a giugno 2025 - la codifica del materiale, mentre più dell’83% delle confezioni vendute indica come procedere in fase di raccolta differenziata.
Si tratta, in dettaglio, di 82.306 prodotti grocery, in salita tendenziale di 3,1 punti.
Guardando ai volumi la quota dei beni che rendono disponibile la composizione dei materiali aumenta parecchio, superando 21,5 miliardi di pezzi acquistati e raggiungendo il 78,6% del venduto, con un incremento di 1,8 punti su base annua.
Il settore del freddo è il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%).
Restano, invece, sotto la media bevande (38,8%), pet care (41,7%) e cura persona (47,5%), sebbene con alcuni segnali di recupero.
Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni che mettono insieme la tipologia di imballaggio e le istruzioni sul giusto conferimento nei cassonetti (entrambe obbligatorie).
Queste si trovano sul 62,1% dei beni (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni comprate (83,6% del totale grocery).
Rispetto all’anno precedente, l’incidenza complessiva sale di 2,2 punti, se si guarda all’assortimento, e di 1,2 punti se si considera quanto è passato dalle casse.
I reparti più avanzati vedono in testa, di nuovo, il freddo (83,9% delle referenze), il fresco (75,6%) e le carni (73,8%), mentre cura persona, pet care e bevande sono ancora sottotono.
Più contenuta, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità).
In questo caso svettano cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e pet care sono i fanalini di coda.
Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging, anche per il numero ancora esiguo di materiali che rientrano in questa tipologia: parliamo dello 0,2% dei prodotti, senza variazioni rispetto all’anno precedente. I casi si concentrano soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta.
Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali, come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si considerano le vendite (883 milioni di unità).
Il cura casa è, sotto questo aspetto, il più avanzato (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso dell’informatica è sporadico, o assente.
Commenta Simona Fontana, direttrice generale di Conai: "I dati confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza. La Direttiva 825/2024 (anti greenwashing) e le future norme europee sui green claim rafforzano l’importanza di dare indicazioni credibili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica, ma un obbligo. È un passo decisivo verso l’economia circolare".
Nota metodologica: l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, fa riferimento a oltre 148.000 prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi a giugno 2025, combinati con i dati di venduto di NielsenIQ. Promosso da Conai e Gs1 Italy, per la prima volta il rapporto accosta alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq per un totale di 9.615 punti vendita).
IDENTIPACK: LA CODIFICA IDENTIFICATIVA RISPETTO ALL'ASSORTIMENTO E AL VENDUTO

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