Nel 2025, il retail real estate ha raggiunto, in Italia, 4 miliardi di euro di investimenti, con una variazione positiva, sul 2024, di circa 50 punti.
E nel 2026? Secondo la terza edizione dell’EY Retail Property Investments Barometer, realizzata in collaborazione con il Consiglio nazionale dei centri commerciali, il sentiment dovrebbe mantenersi alto anche nei prossimi 12 mesi.
Il dato più significativo è la ritrovata fiducia del mercato: il 94% degli intervistati (in rappresentanza del 97% degli addetti ai lavori) esprime una percezione positiva (talora neutrale) anche per l’anno in corso, mentre solo il 6% manifesta dubbi sull’attrattività di questa tipologia immobiliare.
Un ottimismo che si traduce in investimenti reali: la metà degli operatori prevede di destinare oltre 100 milioni di euro e il 32% dichiara di volersi impegnare in operazioni con importi complessivi superiori ai 200 milioni.
Il 2025 è stato un anno di svolta anche sul versante delle performance operative. Il 97% dei rispondenti ha registrato risultati stabili, o in crescita, per i propri asset retail, in netto miglioramento rispetto all’80% del 2024.
In particolare, il 45% ha rilevato incrementi superiori al 5% rispetto al 2024.
Le ragioni sono da ricercare nell’aumento dei canoni di locazione, a loro volta giustificati da interventi di riqualificazione, ripensamento degli spazi e del tenant mix, ingresso di nuove insegne e, per conseguenza, maggiori livelli del tasso di occupazione.
Parallelamente si rafforza la digitalizzazione: gli investimenti in tecnologie e strumenti di marketing evoluto sono in netta salita, con budget previsti, sempre per il 2026, che superano anche i 20 milioni di euro per singolo rispondente.
Conferma Roberto Zoia, presidente di Cncc e amministratore delegato di Igd: "Il comparto dei centri commerciali italiani (1.270 poli con 40.500 negozi) sta raccogliendo i frutti degli importanti stanziamenti avviati nel post-Covid, focalizzati, appunto, su digitalizzazione, efficienza energetica, una nuova concezione del mix merceologico e l’avvio di collaborazioni, sempre più strette, di co-marketing fra proprietari e commercianti, per attrarre il consumatore moderno. Grazie all’attivazione di queste leve, i fondamentali appaiono solidi, confermando l’attrattività del comparto per nuovi investimenti. Guardando ai prossimi mesi, ci aspettiamo che la performance, estremamente positiva, ottenuta nel 2025 dall’asset class retail, con il primato per volumi d’investimento nel mercato immobiliare, si possa ulteriormente consolidare".

Anche nel 2026 dovrebbero proseguire le acquisizioni di centri commerciali e outlet
Sul piano delle strategie il barometro evidenzia un orientamento verso prodotti in grado di generare redditi significativi, con una polarizzazione sugli attivi di livello alto, o medio alto, apprezzati per la stabilità dei flussi di visitatori.
In questo contesto, i centri commerciali emergono come il segmento più dinamico, destinato a rivestire un ruolo centrale nelle rotazioni di portafoglio del 2026, con una prevalenza di acquisizioni rispetto a dismissioni, o approcci attendisti.
Anche il sistema bancario mostra segnali di apertura: pur mantenendo una certa selettività, l’atteggiamento degli istituti finanziari si stabilizza in terreno positivo, anche se l’approccio all’erogazione di nuova finanza resta prudente e orientata a prodotti tradizionali, con strategie conservative e tassi di finanziamento che si pronosticano stabili.
Guardando al futuro, il 2026 si apre, insomma, con prospettive incoraggianti. Decisivi, come detto, saranno ancora gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e qualità degli spazi, per rispondere alle nuove esigenze di consumatori e retailer.
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