Ieri, 12 marzo, come da programma, si è riunito a Roma, presso il Mimit, il tavolo riguardante la situazione di Coin. L’appuntamento apre molti spazi sul futuro della storica insegna.
Secondo quanto comunicato dall’esecutivo la società ha illustrato l’andamento dei primi cinque mesi di gestione, confermando l’impegno degli azionisti a sostenere il rilancio.
È stata inoltre annunciata l’intenzione di valutare nel 2026 un nuovo e significativo apporto di capitale – dopo quello da 33,2 milioni di euro concluso ai primi di settembre – e destinato a investimenti nella rete dei negozi e alla trasformazione digitale dell’impresa.
È stato altresì riferito che sono in fase di definizione partnership commerciali con gruppi internazionali leader del settore, volte al rinnovamento dei siti espositivi e all’attivazione di un piano marketing dedicato.
Sul fronte occupazionale, l’azienda ha ribadito la volontà di mantenere la presenza nei territori storici, in particolare nelle sedi venete di Verona e Mestre, e si è impegnata a individuare soluzioni alternative nelle città dove sono state annunciate chiusure.
Come si legge “per i negozi coinvolti (dovrebbero esserci nel novero quelli di Roma Via Cola di Rienzo e di Milano Corso Vercelli, ndr) saranno utilizzati ammortizzatori sociali finalizzati alla tutela dell’occupazione, con l’impegno a non ricorrere a licenziamenti collettivi e a salvaguardare tutti i lavoratori della rete vendita”.

Un nuovo incontro è indetto fra due mesi, ossia giovedì 14 maggio.
Anche gruppo Coin, in serata e post incontro, ha rilasciato una dichiarazione che riportiamo sinteticamente in quanto, evidentemente, è in totale sintonia con la nota ministeriale. Sarebbe stato comunque prezioso qualche dato.
“Dopo avere concluso con successo la fase di messa in sicurezza dell’azienda, con l’ingresso della nuova compagine azionaria e l’aumento di capitale, la società prosegue nell’attuazione del piano industriale registrando risultati positivi già nei primi cinque mesi della nuova gestione.
“Grazie a piani d’azione a tutto campo, che spaziano dall’ottimizzazione del brand mix alla riduzione dei costi operativi, i principali indicatori di performance economica d’impresa confermano la bontà del percorso intrapreso: si è registrato infatti un miglioramento della redditività operativa, oltre a un deciso incremento, nell’ultimo trimestre 2025, del flusso dei visitatori nei negozi dell’insegna”.