Kasanova verso il salvataggio. Il Cda ha infatti accettato l’offerta vincolante di Pamaf per rilevare il 100% del capitale.
E questo dopo, si legge in una nota, approfondite valutazioni industriali, economiche, finanziarie e giuridiche, che hanno portato a ritenere la proposta seria, solida e pienamente idonea ad assicurare una rapida e positiva soluzione della crisi d’impresa.
“L'intervento di Pamaf, alle condizioni indicate nell'offerta vincolante (quali?), consentirà infatti a Kasanova di completare in tempi rapidi il percorso di risanamento già in essere e di avviare una nuova fase di ottimizzazione e modernizzazione della struttura del business, accompagnata da un piano di apertura di nuovi punti vendita”.
La notizia dell’interesse da parte di un nuovo offerente, invece di Ovs, che si è sfilata dall’acquisto il 4 febbraio, circola da più di un mese, ed è stata resa nota durante il tavolo comune svoltosi al Mimit lo scorso 10 febbraio.

Pamaf Srl è una holding imprenditoriale con sede a Napoli. È stata fondata ed è guidata da Antonio Bernardo che ha ceduto, in tempi recenti, il proprio 37% di Piazza Italia (pronto moda) al fratello Luigi.
Di Pamaf si sa che l’attività principale consiste nella commercializzazione all'ingrosso di infissi e serramenti in Pvc e che, prima ancora dell’offerta Ovs, essa aveva palesato un certo interesse nei confronti del leader dei casalinghi, il quale comprende, almeno secondo la fotografia a suo tempo scattata da Ovs medesima, circa 700 punti vendita di cui 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi di terze parti.
Purtroppo, non si conoscono dettagli di carattere finanziario o strategico. Ma quello che lascia sorpresi è la dichiarata intenzione di procedere con nuove aperture, sia per la vastità dell’attuale rete, sia per le chiusure che, secondo i sindacati, hanno interessato, nel tempo, il network Kasanova.