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Milano Cortina: 4 insegne Gdo fra le 6 realtà sanzionate dall’Agcm

Milano Cortina: 4 insegne Gdo fra le 6 società sanzionate dall’Agcm

Milano Cortina: 4 insegne Gdo fra le 6 realtà sanzionate dall’Agcm

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Luca Salomone

Bocciatura dell’Agcm per le campagne pubblicitarie e attività promozionali di alcune società che hanno richiamato, in modo improprio, Milano Cortina 2026.

Per inciso la nota dell'Autority, datata 17 luglio, coincide con la nuova nomina, alla presidenza, dell'avvocato Saverio Valentino, che assume la poltrona al posto del magistrato Roberto Rustichelli.

Torniamo alle attività nel mirino: in esse sono stati di frequente riprodotti o richiamati i simboli e gli emblemi olimpici della manifestazione 2026.

Milano Cortina, l’Antitrust fa i nomi

Le istruttorie hanno coinvolto il brand di moda Harmont&Blaine, Rialto (supermercati Il Gigante), MD Spa (marchio omonimo), Magazzini Gabrielli (supermercati Oasi), RetailPro (supermercati Pro7) e Butan Gas.

Sono state accertate violazioni del divieto di “attività parassitarie”, che hanno portato a sanzioni, già irrogate, per un importo complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro.

I procedimenti sono partiti grazie al monitoraggio svolto dal Nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza. L’autorità ha concluso i procedimenti avviati a partire da gennaio 2026.

Milano Cortina insegne gdo sanzionate Agcm 1

In caso di Ambush marketing

Da un punto di vista legale l’Agcm ha esercitato le competenze attribuite dal D.L. n. 16/2020 (convertito con Legge n.31/2020) in materia di “attività parassitarie” (cosiddetto Ambush marketing).

Più in dettaglio l’Antitrust ha accertato che tutte le imprese coinvolte, pur non essendo sponsor ufficiali dei giochi, hanno realizzato un collegamento tra il proprio marchio e le olimpiadi, inducendo in errore il pubblico sull’identità degli sponsor ufficiali.

In concomitanza con il periodo di svolgimento della manifestazione – dal 6 al 22 febbraio 2026 - queste aziende hanno svolto campagne pubblicitarie e attività promozionali nelle quali sono stati spesso riprodotti, o richiamati, a vario titolo, i simboli (cinque cerchi) e gli emblemi olimpici, e/o denominazioni ufficiali come “Milano-Cortina/Milano-Cortina2026”.

Questi elementi sono risultati idonei a configurare, appunto, un’attività parassitaria, in violazione del divieto previsto dalla normativa.

Sul sito dell’Agm, per chi volesse approfondire, sono stati anche pubblicati i testi ufficiali dei singoli provvedimenti, con tanto di illustrazioni delle campagne oggetto di contestazione.

A quanto risulta a DM non sono pervenute al momento (20 luglio 2026) reazioni da parte dei coinvolti.

Scarica i procedimenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato

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