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La febbre dei prezzi al consumo: ad agosto +3,3%. Fermo il carrello della spesa

La febbre dei prezzi al consumo: ad agosto +3,3%. Fermo il carrello della spesa

La febbre dei prezzi al consumo: ad agosto +3,3%. Fermo il carrello della spesa

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Emanuele Scarci

Agosto con prezzi caldi. Il balzo delle quotazioni del petrolio mette il turbo ai prezzi al consumo, ma, contro tutte le previsioni, il carrello della spesa rimane fermo.

Secondo le stime preliminari di Istat, ad agosto l'indice nazionale dei prezzi al consumo (comprende tutti i prodotti e servizi) indica una variazione del +3,3% su base annua, dal +2,9% del mese precedente.
Il brusco colpo d’acceleratore è dovuto soprattutto al trend dei prezzi degli energetici regolamentati, balzati da +14,8% a +18,8%.

Stop del carrello

Sorprendentemente fermi invece i prezzi nel carrello della spesa (alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona): +1% su base annua. Infatti, nel caso della crisi del gas russo avviata a febbraio 2022, a maggio, il rally dei prezzi nel carrello della spesa era arrivato al +6,7%.

L’inflazione italiana è comunque perfettamente allineata alla media dell’Eurozona: +3,3% rispetto al 2,9% di luglio. In Germania si è fermata al 2,9% e in Francia al 2,4%. In Spagna è salita al top: +4,3%.

Sul fronte della fiducia del consumatore, ad agosto Istat segnala un'evoluzione positiva: l’indice cresce da 94,2 a 94,5. Tra i consumatori emerge inoltre un miglioramento del clima economico (da 90,9 a 92,3) mentre il clima corrente e quello futuro registrano aumenti più contenuti (rispettivamente da 97,4 a 97,8 e da 89,8 a 90,2).

Situazione sotto controllo

Secondo Mariano Bella, direttore dell'ufficio studi Confcommercio, " l’aumento rilevato ad agosto sul versante dei prezzi era un dato in parte atteso, in considerazione dei consueti incrementi stagionali. Al netto di queste dinamiche la situazione, se si guarda anche al complesso dell’area euro, appare ancora sotto controllo con un’inflazione di fondo che si mantiene su valori contenuti, in linea con i target della politica monetaria".

Poi Bella conclude: "Con il riacutizzarsi dell’inflazione vi è il rischio che le famiglie, nonostante il permanere di una stabilità del mercato del lavoro, con l’occupazione che anche a luglio si mantiene su livelli storicamente elevati, interrompano il processo di graduale recupero della domanda che ha sostenuto la crescita nel primo semestre".

Gdo, contrasto antinflazione

Dal suo canto, Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, sottolinea che “in questo contesto, occorre evidenziare come le imprese della distribuzione moderna operino un attento monitoraggio dell’evoluzione dei prezzi, contrastando la pressione ad aumenti non giustificati da maggiori costi. Una responsabilità che il settore ha evidenziato con determinazione negli ultimi anni e che ha contribuito a mantenere l’inflazione alimentare italiana su livelli più contenuti rispetto a quelli registrati in molti altri grandi paesi europei”.


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