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Mulan spinge su surgelato ed export per crescere nella Gdo

Mulan spinge su surgelato ed export per crescere nella Gdo
Giada Zhang, founder e ceo di Mulan Group

Mulan spinge su surgelato ed export per crescere nella Gdo

Information
Veronica Fumarola

Otto milioni di involtini primavera e oltre 25 milioni di ravioli e gyoza prodotti ogni anno, con una presenza in circa 8.000 punti vendita tra Italia ed Europa. Sono questi i numeri di Mulan Group, realtà che negli ultimi anni ha accompagnato la crescita della cucina asiatica nella grande distribuzione italiana.

A raccontare l'evoluzione del mercato e il percorso dell’azienda è Giada Zhang, founder e ceo di Mulan Group.

Come state performando in questo 2026?

L’avvio d’anno conferma il trend di crescita dei volumi: i nostri prodotti ruotano sempre più velocemente a scaffale e questo ci ha permesso di ampliare i lineari dedicati nelle principali insegne. La spinta arriva dalle nuove referenze e da una domanda di cucina asiatica fresca e pronta che continua ad allargarsi.

Qual è l’andamento del mercato del cibo etnico in Italia?

Il cibo etnico in Italia continua a crescere e sta uscendo dalla nicchia per diventare consumo abituale. Il mercato globale degli alimenti etnici è stimato intorno ai 49 miliardi di dollari nel 2025, con un tasso di crescita medio annuo di oltre l’8% nei prossimi anni, e la cucina asiatica resta tra le più richieste. C’è anche un cambiamento culturale di fondo: nel 2025 cala la quota di italiani legati solo alle abitudini tradizionali e cresce chi si riconosce in stili alimentari più innovativi e curiosi.

Come si compone la vostra offerta per la Gdo?

La nostra gamma copre le principali cucine asiatiche (cinese, giapponese, thailandese, vietnamita) in formato fresco e surgelato, pronto in pochi minuti: ravioli al vapore e gyoza, involtini primavera, riso alla cantonese, noodles, pad thai, pollo teriyaki e altre specialità. Produciamo tutto con ingredienti italiani al 95% nel nostro stabilimento di Cremona e serviamo la Gdo sia con il nostro brand Mulan sia con prodotti private label.

Quali prodotti stanno trainando la crescita?

La crescita è guidata dalla categoria dei ravioli e dei dumpling al vapore, che restano il cuore della nostra offerta, e dall’espansione della linea surgelata, che ci permette di presidiare più momenti di consumo e di estendere la copertura geografica.

Siete presenti lungo tutta la Penisola?

Siamo distribuiti su scala nazionale nelle principali insegne, con una penetrazione storicamente più forte al Nord e un potenziale di crescita molto ampio al Centro e al Sud. A questo affianchiamo anche il food delivery, il nostro canale online e una presenza all’estero in Francia, Svizzera, Malta, Croazia, Olanda e Slovenia.

Avete in programma il lancio di novità?

Sì. L’innovazione segue tre direzioni: autenticità, ricette fedeli alla tradizione asiatica ma con filiera italiana; accessibilità, formati pensati per la spesa quotidiana e non solo per l’occasione speciale; ampliamento delle cucine presidiate, dalla cinese alla giapponese fino alla thailandese e vietnamita.

Come è evoluto il ruolo del prodotto etnico nella Gdo italiana e quali sfide lo attendono?

Il prodotto etnico è passato da assortimento occasionale, relegato a un singolo scaffale, a categoria stabile e pianificata dalle insegne. Anche il consumatore è cambiato: non è più di nicchia, ma sempre più l’italiano curioso, urbano e trasversale per età, con i più giovani come traino e un allargamento costante alle famiglie. Il potenziale di crescita resta alto, perché l’Italia è ancora poco penetrata rispetto ad altri mercati europei, con il Centro e il Sud come aree dal margine maggiore. Le sfide principali riguardano l’equilibrio tra autenticità e industrializzazione, la sensibilità al prezzo in un contesto inflattivo, infine, le nuove regole europee sul packaging.

Sul fronte della sostenibilità, su quali aspetti state lavorando?

Il nostro modello è sostenibile per costruzione: produrre in Italia con ingredienti italiani al 95% accorcia la filiera e riduce i trasporti rispetto all’import di prodotti dall’Asia. Per il futuro lavoreremo su packaging sempre più riciclabile, anche in vista delle nuove norme europee, sull’efficienza energetica dello stabilimento e sulla riduzione degli sprechi di produzione.

Avete in programma investimenti?

Sì, per aumentare la capacità e l’industrializzazione produttiva. Puntiamo anche sull’automazione delle linee e la ricerca e sviluppo di nuove referenze, sempre mantenendo qualità e freschezza come priorità.

Obiettivi per il 2026?

Per il 2026 l’obiettivo è continuare a crescere a doppia cifra sui volumi, allargando i lineari nelle insegne Gdo, spingendo sul surgelato e rafforzando l’export. L’ambizione di medio termine resta consolidare la leadership italiana nella cucina asiatica pronta e crescere come player europeo.

       
       

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