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Marchi storici: in Italia sono mille a marzo 2026. Valgono quasi 95 miliardi

I marchi storici italiani salgono a mille nei primi mesi del 2026

Marchi storici: in Italia sono mille a marzo 2026. Valgono quasi 95 miliardi

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Luca Salomone

I marchi storici raggiungono, a marzo 2026, il traguardo dei mille nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale. Ecco tutte le cifre.

Un ecosistema con più di 360.000 addetti

L’ecosistema è composto da 780 società che, chiaramente, hanno più di un brand iscritto. Esse generano un volume d’affari complessivo (al 31 dicembre 2025) di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 persone.

I dati emergono dal rapporto L’Italia dei 1000 marchi storici di interesse nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del made in Italy, presentato il 15 aprile al Mimit e redatto dall’Associazione marchi storici d’Italia in collaborazione con l’Ufficio italiano brevetti e marchi.

Le regioni con più marchi storici

Il maggior numero si trova in Lombardia, area che vanta una quota del 28,3%, mentre, in termini di fatturato prevale la filiera agroalimentare, con 53,7 miliardi di euro. Me esiste un radicamento profondo in tutto il Paese, con altri bacini molto in forze: il Veneto (18,6% dei ricavi), l'Emilia-Romagna (18%) e poi il Piemonte, la Toscana e il Lazio.

Ben l’80% delle imprese interessate attribuisce alla qualifica un robusto valore strategico. E lo stesso è per i clienti, che apprezzano fortemente i prodotti.

Il sondaggio Come valorizzi il tuo heritage? L’uso del marchio storico di interesse nazionale, contenuto nel rapporto e condotto, da dicembre 2025 a febbraio 2026, su circa 140 imprese titolari, rivela che una quota significativa del campione sottolinea proprio il contributo al consolidamento della reputazione e della credibilità istituzionale (26%).

Una parte dei soggetti evidenzia pure i benefici legati al supporto alle attività di comunicazione e branding (11%) e al miglioramento della percezione da parte di utenti e stakeholder (10%).

Marchi storici in bella vista

Sotto il profilo settoriale, il registro, creato nel 2019 presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, illustra che, strutturalmente esiste per i marchi storici una netta preponderanza industriale, con l’88% delle società detentrici che opera nel manifatturiero.

Visibilità: il 70% dei titolari integra la prestigiosa qualifica nei materiali istituzionali e il 46% la pone direttamente sul packaging.

Per allargare la audience sarebbe anche importante l’uso della versione internazionale "Italian historical trademark", che però è ancora limitato al 25% del sistema. Ma quasi la metà delle aziende (46%) ne prevede un impiego in futuro, segnalando la propria volontà di crescere sui mercati globali, contrastando la minaccia dell'italian sounding.

All’interno del perimetro dei marchi storici le imprese riconducibili alle cosiddette “4 A” del made in Italy - agroalimentare-vini, automazione-meccanica, abbigliamento-moda, arredo-casa - rappresentano l’asse portante, con 76,1 miliardi di euro di fatturato e l’81,3% del totale economico.

Quali sono le merceologie più storiche?

In confronto alla precedente indagine (ottobre 2024, su dati economici 2023), si nota un incremento significativo della dimensione economica aggregata, legato sia all’ampliamento numerico degli iscritti (178 le istanze dello scorso anno), sia alla crescita del giro d’affari delle realtà già comprese nel registro.

Ma quali sono le merceologie, per così dire, più storiche? Nel rapporto si legge che, all’interno del mondo del food, la componente dei prodotti agricoli e alimentari costituisce la quota maggiore delle imprese titolari di marchio storico, affiancata da una significativa rappresentanza dei comparti vino, spiriti e caffè.

Nella moda e stile di vita prevale il tessile-abbigliamento, ma si osserva anche un’equilibrata presenza di cosmetici, profumi, pelletteria e calzature, gioielli e oggetti d’arte.

Se esaminiamo, infine, il sistema arredo casa, balzano in primo piano mobili e design, affiancati da attività similari, come la produzione di ceramica, pietre ornamentali e materiali edili.

Scarica l’elenco dei marchi storici

Scarica il rapporto

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