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Ortofrutta, i consumi interni salgono a 43 miliardi nel 2025

Ortofrutta, i consumi interni salgono a 43 miliardi nel 2025

Ortofrutta, i consumi interni salgono a 43 miliardi nel 2025

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Luca Salomone

Ismea tira le somme del comparto ortofrutticolo in occasione dell’ultimo Macfrut, che ha chiuso i battenti a Rimini il 23 aprile. Moltissime categorie salgono in valore, ma anche in volume.

Il comparto beneficia di una dinamica più generale, in cui le nostre famiglie ribadiscono la forte attenzione verso un'alimentazione sana, sostenibile e orientata ai prodotti vegetali. Riscoprono anche, come corollario, il piacere di cucinare a casa.

L’ortofrutta sbanca il mercato interno

L’analisi, intitolata, Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie con figli under 16. Le scelte delle famiglie che nutrono la generazione Alpha, evidenzia, intanto, che, nel 2025 la spesa complessiva degli italiani per prodotti alimentari e bevande analcoliche ha raggiunto 193,7 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente.

All'interno del mercato, l'ortofrutta vale quasi 43 miliardi di euro, con una quota del 23% sul totale food. I dati dell'Osservatorio Ismea-Niq evidenziano un aumento diffuso dei consumi di frutta e verdura sia in valore, sia in volume.

Sul podio: frutti rossi, mango e avocado

In particolare, nel 2025, crescono, in valore, gli acquisti di ortaggi freschi (+3,3%), patate (+5,3%), frutta a guscio (+2,7%), conserve vegetali e legumi in scatola (+0,7%), ma anche di ortaggi (+0,8%) e patate surgelati (+1,4%), castagne (+4,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), con performance particolarmente dinamiche per alcune categorie come i piccoli frutti rossi (mirtilli +26%, more +37%) e la frutta tropicale (mango +36%, avocado +47%), come attesta anche un’altra analisi, condotta da Fruitimprese.

Molto positivo il segmento biologico dell'ortofrutta, che registra un delta del +7% in quantità e del +7,9% in valore.

CONSUMI INTERNI ORTOFRUTTA 43 MILIARDI 3

I teen e i bambini sono 'sospesi' fra due tendenze differenti: alimentazione sana e richiesta di pasti veloci, ma anche troppo golosi

Perché la generazione Alpha è strategica

Le scelte di consumo sono influenzate da profondi cambiamenti demografici e sociali: in Italia si contano oltre 26,6 milioni di famiglie, circa 4 milioni in più rispetto a 20 anni fa, con una crescente incidenza dei nuclei unipersonali (oggi al 36%, oltre 10 punti sopra il livello di 20 anni fa).

Il 28% è rappresentato poi da coppie con figli a cui si aggiungono l'11% di famiglie monogenitoriali, mentre il 20% è costituito da coppie senza figli.

In questo contesto, chi ha ragazzi appartenenti alla generazione Alpha - i nati dal 2010 in poi - rappresenta un target cruciale.

Cresciuti in un ambiente digitale e in nuclei più piccoli e attenti alla qualità dell'alimentazione, alla sostenibilità ambientale e alla salute, questi giovanissimi consumatori influenzano sempre di più le scelte d'acquisto.

Il loro rapporto con frutta e verdura resta tuttavia ambivalente: se da un lato i genitori – di solito ancora giovani - promuovono un'alimentazione equilibrata, dall'altro i bambini sono esposti a un'offerta alimentare molto ampia, che include snack, cibi pronti e/o ad alto contenuto edonistico.

Le famiglie con figli under 16 mostrano, inoltre, una maggiore propensione verso beni a elevato contenuto di servizio, come surgelati, legumi in scatola, ortaggi pronti e succhi di frutta, con quote di acquisto superiori alla media.

Nonostante ciò, l'ortofrutta fresca continua a rappresentare un elemento centrale del paniere, seppure con un peso leggermente inferiore rispetto alla media nazionale.

«Programmi come ‘Frutta e Verdura nelle Scuole’, promosso dall'Unione Europea e realizzato in Italia dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, diventano quindi fondamentali – sottolinea il direttore generale di Ismea, Sergio Marchi -. La distribuzione tra i banchi delle scuole primarie di frutta e verdura fresche e di stagione, che quest'anno per la prima volta è avvenuta sin dai primi mesi dell'anno scolastico, non solo introduce i bambini a un consumo regolare di ortofrutticoli, ma contribuisce a costruire sane abitudini che possono consolidarsi nel tempo».

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