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Plant-based: perché rappresenta solo il 2,4% dei consumi alimentari?

Il plant-based cresce, ma rappresenta ancora il 2,4% dei consumi alimentari

Plant-based: perché rappresenta solo il 2,4% dei consumi alimentari?

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Luca Salomone

Il mercato del plant-based, ormai consolidato in Europa, possiede ancora un alto margine di crescita. Lo dice Circana, che ha presentato i dati al convegno Plant FWD (Amsterdam 8 e 9 aprile).

Un divario tra domanda e offerta

Cibi e bevande veg hanno oggi un peso di 16,3 miliardi di euro, sommando i principali mercati europei: Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi.

La variazione 2025/2024 è stata del +5,1%, ma il segmento rappresenta solo il 2,4% delle vendite alimentari totali, evidenziando un netto divario fra l’interesse dei consumatori e la reale portata dell’offerta.

Il fatto positivo è che la crescita è sempre più trainata dal consumo quotidiano specie di frutta secca e semi, che rappresentano il 45% del valore, seguiti dalle alternative lattiero-casearie (21%) e dai piatti pronti (15%), mentre i sostitutivi di carne e pesce si dimostrano ancora marginali, con un 4 per cento.

Questo cambiamento riflette un’evoluzione importante: il plant-based non è più una semplice novità, ma si sta integrando nelle diete quotidiane.

Così la domanda non si limita a quell’11% di europei che si definisce vegano o vegetariano, ma è guidata dai cosiddetti flexitariani, un gruppo cresciuto fino al 31% nel 2024, rispetto al 21% del 2023.

Il plant-based nei maggiori Paesi

L’incremento dei prodotti a base vegetale, costantemente superiore a quella degli equivalenti tradizionali, è tuttavia eterogeneo da nazione a nazione.

La Germania è in testa, con un aumento degli acquisti del 7,2% in valore e del 4,2% in volume. Molto simile il trend della Spagna che accelera, in valore, del 7,5 per cento.

Al contrario, il Regno Unito, uno dei mercati più grandi, con 4,5 miliardi di euro al consumo, mostra invece una flessione, in quantità, dello 0,7% anno su anno.

Questa divergenze attestano, secondo Circana, quanto sia importante, per il plant-based adottare strategie di prezzo e sviluppo coerenti e lineari.

Convenienza alla ribalta

Se la fase successiva di crescita continuerà, comunque, a essere condizionata da fattori come salute e nutrizione, emergerà, in modo sempre più marcato, la ricerca di convenienza.

“Le differenze di prezzo fra le proteine vegetali e quelle di origine animale rimangono un ostacolo – scrive Circana – e sottolineano il bisogno di una maggiore accessibilità del plant-based, per favorirne un’adozione su scala più ampia”.

Tira le conclusioni Ananda Roy, Svp global thought leadership e consumer goods advisor per l’Europa di Circana: "Questo mercato ha raggiunto un momento decisivo. Le basi per la crescita sono solide, ma la prossima fase non sarà guidata da clamori o novità. Dipenderà invece da quanto efficacemente gli operatori, industria e retail, riusciranno a offrire beni che si integrino negli stili di tutti i giorni. Stiamo assistendo a un chiaro passaggio dalle innovazioni di nicchia, basate sull’imitazione del food tradizionale, a proposte più naturali, funzionali e accessibili. I vincitori saranno coloro che riusciranno a colmare il divario tra gusto, nutrizione e prezzo, integrando la base vegetale nelle occasioni di consumo di ogni giorno".

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