
A luglio ci si aspettava la febbre dei prodotti energetici nel carrello della spesa. Invece è arrivata una frenatina dell’inflazione.
Secondo le stime preliminari di Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo (comprende tutti i prodotti e servizi) indica una variazione del +2,8% su base annua, dal 3% del mese precedente.
La diminuzione è dovuta soprattutto al rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), degli energetici non regolamentati e dei servizi vari (dal +2,5% all'1,8%).
Immobile il carrello della spesa (prodotti per la cura della casa e della persona) nonostante i prezzi degli energetici siano caldissimi. +1,3% su base tendenziale.
L’inflazione media nell’Eurozona a luglio è del 2,9%, come in Germania. In Spagna è salita al 3,8% e in Francia si è fermata al 2,4%.
Secondo l'ufficio studi Confcommercio, "sul fronte dei prezzi, le prospettive per i prossimi mesi richiedono una certa cautela. Sebbene i dati di luglio descrivano un quadro sotto controllo, non mancano infatti elementi di preoccupazione in vista del rientro autunnale".
A rassicurare il quadro economico “contribuisce la stabilizzazione dei prezzi dei beni alimentari e del carrello della spesa. A questo si aggiunge un’inflazione di fondo che si attesta all’1,6%, valore inferiore alla soglia critica del 2%. Quest'ultimo dato dimostra che i rincari energetici non si sono trasmessi alle altre filiere produttive, lasciando spazio per una dinamica dei prezzi contenuta anche per il mese di agosto”.
Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, rimarca che “il grande senso di responsabilità della distribuzione moderna nel contenere gli effetti dell'inflazione e tutelare il potere d'acquisto delle famiglie. Resta tuttavia alta l'attenzione sull'evoluzione dello scenario economico: il rialzo dei costi energetici continua a rappresentare un elemento di pressione per il sistema produttivo e per i cittadini, mentre un clima di fiducia ancora debole non favorisce la ripresa dei consumi, indispensabile per sostenere la crescita e la competitività del Paese”.
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