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Coin: dopo l'incontro al Mimit i sindacati lanciano l'allarme. L'azienda risponde

Coin: dopo l'incontro al Mimit i sindacati lanciano l'allarme. L'azienda risponde
Fonte dell'immagine: Fiscacat.it

Coin: dopo l'incontro al Mimit i sindacati lanciano l'allarme. L'azienda risponde

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Luca Salomone

Ieri, 19 febbraio 2026, i sindacati del commercio, dopo l’incontro avvenuto al Mimit hanno esposto, di nuovo, ampi motivi di preoccupazione.

In una nota congiunta Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sostengono che la crisi del gruppo si aggrava e che dunque è necessario un nuovo confronto presso le istituzioni.

“I dati illustrati dalla direzione societaria – si legge - delineano un quadro fortemente critico e mettono in discussione la tenuta del piano di risanamento varato lo scorso anno.

Il Mol perde 35 milioni si euro

“Nonostante l’aumento di capitale di settembre 2025 (+33,2 milioni di euro, ndr), i risultati dell’ultimo esercizio si sono chiusi con un andamento pesantemente negativo: le vendite 2025 appaiono inferiori a quelle del 2024 (erano di circa 188 milioni di euro secondo la Camera di Commercio), a fronte di un drastico calo degli ingressi nei punti vendita, che i nuovi layout e concept non sono riusciti a compensare.

“L’azienda registra una perdita a livello di margine operativo lordo pari a 35 milioni di euro, con una gestione che continua a bruciare risorse.

COIN SINDACATI MIMIT ALLARME 1

Il piano di rilancio non convince i sindacati del commercio (Crediti: di Cristian1989, via Wikimedia Commons)

Coin chiude tre insediamenti

A preoccupare ulteriormente è l’annuncio di chiusure legate a sfratti esecutivi che coinvolgeranno tre punti vendita storici: Roma Cola di Rienzo, con cessazione prevista il 4 aprile 2026, Milano Corso Vercelli e Verona Via Cappello, entrambe con chiusura programmata per il 31 luglio 2026.

Queste scelte, secondo le organizzazioni sindacali, appaiono incompatibili con un reale percorso di rilancio e rischiano di configurare una progressiva ritirata strategica del marchio.

Oltre alle serrate, l’azienda ha prospettato l’attivazione di ammortizzatori sociali, o strumenti di flessibilità per altre sedi, tra cui due a Roma, (Centro Commerciale Cinecittà Due, e Piazzale Appio), di Mestre (Centro Ca’ Mestre) e Firenze, Piazza del Grano.

“Non si può parlare di rilancio mentre si chiudono negozi storici”, concludono i rappresentanti dei lavoratori.

La risposta di Gruppo Coin

In serata Coin ha replicato, sottolineando, come riportano alcune testate (Radiocor e L’Arena di Verona), che le chiusure sono "limitate a punti vendita che presentano perdite strutturalmente rilevanti, o che sono stati impattati da fattori esterni, indipendenti dalla volontà dell'azienda.

“Dopo avere concluso positivamente la fase di messa in sicurezza grazie all'ingresso della nuova compagine azionaria e al conseguente aumento di capitale, che ne ha garantito le prospettive di continuità, la società si trova oggi nello stadio più operativo del percorso di risanamento.

Coin prevede investimenti per un importo di almeno 10 milioni, destinati alla riqualificazione e ottimizzazione della rete. In parallelo, sono allo studio partnership commerciali”.

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