
Nel mercato di pane e sostitutivi, le aziende puntano sul contenuto nutrizionale e su soluzioni di packaging e di porzionatura studiati per adattarsi in modo dinamico alle diverse esigenze dei consumatori e a nuovi momenti di consumo.
Nell’ultimo anno terminante il 24 maggio 2026, il comparto ha raggiunto un giro d’affari di quasi 1,87 miliardi di euro (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount), con una crescita a valore dell’1,1% rispetto all’anno precedente, ma una leggera contrazione a volume (circa 390 milioni di chilogrammi, -0,7%), in controtendenza rispetto allo sviluppo positivo dell’anno precedente (+1%). Il prezzo medio a volume conferma invece il proprio trend di crescita (+1,8%), risultando persino più sostenuto rispetto a quanto osservato in precedenza: un segnale che evidenzia come l’aumento dei prezzi continui a sostenere il fatturato nonostante la lieve flessione dei volumi.
«L’Area 1– spiega Filippo Morlini di NIQ – pur rappresentando la zona geografica più rilevante in termini di fatturato (30,9%), registra la crescita più contenuta a valore (+0,5%) con una flessione a volume significativa (-1,3%). L’Area 2, seconda per importanza in termini di quota di mercato (25,6%), mostra un andamento simile, con una crescita a valore dello 0,9% e una contrazione a volume dell’1,6%. L’Area 3, con una quota di fatturato del 22,4%, a differenza delle precedenti, evidenzia una migliore tenuta: segna una crescita a valore dell’1% e una flessione più contenuta a volume, pari a -0,8%. L’Area 4, che rappresenta la quota più contenuta in termini di fatturato (21,1%), si distingue per le performance migliori. Qui si registra infatti un incremento sia a valore (+2,1%) sia a volume (+1,1%). Inoltre, il prezzo medio a volume aumenta in misura più contenuta rispetto alle altre aree (+1%)».

La distribuzione moderna (Iper+Super+Liberi servizi), che rappresenta il 75,8% del fatturato totale, mostra un andamento sostanzialmente allineato al mercato complessivo: si osserva infatti una crescita a valore dell’1%, accompagnata da una riduzione a volume dello 0,9% e da un incremento del prezzo medio a volume dell’1,9%. Analizzando nel dettaglio, emerge che i super detengono la quota più rilevante (43,2%), seguiti dagli iper (22,6%). Entrambi i canali registrano performance positive a valore, pari rispettivamente a +0,9% e a +2,4%; tuttavia, a volume solo gli iper mostrano un andamento leggermente positivo (+0,5%). I liberi servizi, pur rappresentando una quota più contenuta (9,9%), evidenziano le performance più deboli: risultano infatti l’unico canale in calo anche a valore (-1,9%), in continuità con l’anno precedente, e registrano la contrazione più marcata a volume (-3,7%), nonostante un incremento del prezzo medio a volume in linea con gli altri canali (+1,8%). Per quanto riguarda il discount, invece, si registrano performance positive a valore (+1,4%) e sostanzialmente stabili a volume (-0,2%), sebbene in rallentamento rispetto alla crescita dell’anno precedente (+1,1% e +2,1%). Anche in questo caso, la crescita del fatturato è sostenuta dall’incremento del prezzo medio a volume (+1,6%), in linea con il trend osservato negli altri canali, confermando come la dinamica inflattiva continui a sostenere il fatturato a fronte di volumi poco dinamici.
«Il mercato del pane e sostitutivi – prosegue Filippo Morlini – si presenta fortemente frammentato e articolato in quindici segmenti. Tuttavia, i primi sei concentrano il 76,4% del fatturato totale: panetti croccanti (18%), crackers (15,2%), pane bauletto (13,4%), panini (12,2%), grissini (10,6%) e pane da tramezzino (7%)». La crescita è trainata principalmente dai panetti croccanti, che continuano a evidenziare un andamento positivo, contribuendo per +12,8 milioni di euro alla crescita complessiva, con un trend del +4% a valore e del +2,9% a volume. All’interno del segmento, risultano particolarmente dinamici i sottosegmenti delle bruschette/crostini e delle sfoglie di pane, che insieme generano quasi 11,1 milioni di euro di crescita. Al contrario, i crostini svedesi mostrano performance negative, con un calo del 3,7% a valore e del 3,8% a volume. La categoria dei crackers si posiziona al secondo posto per importanza, con un giro d’affari di 283,1 milioni di euro. Al suo interno si osserva una chiara polarizzazione: i crackers classici sono in contrazione (-3,7% a val. e -4% a vol.), mentre il segmento dei crackers integrali cresce in modo sostenuto (+6,3% a val. e +3,6% a vol.), confermando il trend positivo già emerso l’anno precedente. Il pane bauletto continua a registrare una flessione (-4,3% a val. e -4,2% a vol.); il segmento classico è in calo, mentre il pane bauletto integrale contribuisce positivamente con +1,4 milioni di euro. Il segmento dei panini, inoltre, raggiunge un giro d’affari di quasi 227 milioni di euro, con una crescita a valore del 2,4%, mentre i grissini mostrano un andamento ancora negativo (-0,2% a val. e -2% a vol.). Il pane da tramezzino, infine, pur rappresentando un segmento più contenuto, contribuisce positivamente per quasi 850.000 euro, trainato principalmente e ancora una volta dal sottosegmento integrale».