
Nel mercato dei vegetali conservati, che sfiora gli 1,3 miliardi di euro trainato da olive e legumi, i consumatori cercano versatilità, benessere e formati antispreco. Cresce l'innovazione tecnologica orientata alla tracciabilità di filiera e alle etichette clean label.
Nell’anno terminante il 24 maggio 2026, il comparto (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount) ha generato un giro d’affari di quasi 1,3 miliardi di euro, registrando un trend a valore flat dello 0,1% rispetto all’anno precedente, con una crescita delle vendite a volume dello 0,7% raggiungendo i 297,5 milioni di chilogrammi. «Questo andamento – afferma Stefano Battaglia di NIQ – è imputabile soprattutto a una contrazione del prezzo medio, che si attesta a 4,33 euro al kg (-0,8%). Risulta in crescita l’assortimento per punto vendita (+0,5%), così come l’intensità promozionale (20% e +1,3%)».

La crescita in valore è concentrata nel Centro-Sud Italia; in particolare, nell’Area 4 si registra +1,4% a valore e +2,5% a volume. Segue l’Area 3 con +1,2% a valore e +1,4% a volume. In contrazione il Nord: l’Area 1 si conferma il mercato più importante con sales location a valore, pari a 29,9% e a volume al 27,8%, sebbene in flessione dell’1,2% a valore (+0,2% a vol.), mentre l’Area 2 perde l’1,3% a valore e l’1,4% a volume. «A livello di quota di mercato – prosegue Stefano Battaglia – l’Area 1 è seguita per importanza dall’Area 3 (25% del giro d’affari e 25,9% dei volumi), che presenta un referenziamento medio per punto di vendita di 79,2, in crescita dello 0,4% rispetto all’anno precedente; il numero medio di referenze ha trend positivi in tutte le aree, ad eccezione dell’Area 2 dove è flat, pur rimanendo il più alto (101,3 referenze per punto di vendita)». Per quota di mercato, seguono poi l’Area 2 con il 24,1% del fatturato e l’Area 4 con il 21%. All’interno dei canali distributivi, i supermercati, responsabili per il 39,8% del fatturato della categoria, registrano una crescita sul giro di affari (+0,5%), spinta anche da un aumento del numero di referenze per punto di vendita (116,2; +0,4%). Seguono i discount (sales location a valore pari a 28%), gli ipermercati (23,7%) e infine i liberi servizi (sales location a valore pari a 8,5%). A volume si osserva una crescita trasversale in tutti i canali, ad eccezione dei liberi servizi, dove la flessione del 2,1% è imputabile soprattutto al segmento dei sottoli (in contrazione in tutti i canali e aree) e dei piselli conservati.
Il 26,5% del giro d’affari della categoria è apportato dalle olive, che raggiungono un fatturato di 341,2 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto allo scorso anno. Anche le vendite a volume del segmento risultano in crescita (39,8 milioni di kg venduti; +5,5%). Seguono altri legumi vegetali e cereali conservati, con una quota del 25% e un fatturato di 322,2 milioni di euro (+0,2%). Anche in questo caso le vendite a volume risultano in crescita (98,9 milioni di kg; +2,7%). Al terzo posto, con una quota del 18% sul fatturato della categoria (232,3 milioni di euro) troviamo i sottoli, in contrazione a valore (-3,6%) e a volume con un trend pari a -3,2% e 30,9 milioni di kg venduti. Questa performance è da imputare a una flessione dell’intensità promozionale e della numerica di referenze per punto di vendita, oltre che a un indice di prezzo verso la categoria elevato (174 vs vegetali conservati). I segmenti successivi per quota di mercato a valore sono i fagioli conservati (14,2%) con 182,9 milioni di euro (-1,8%) e 84,1 milioni di kg venduti (-0,4%), i sottaceti (10,5%) con 135,8 milioni di euro (-1,1%) e 19,3 milioni di kg venduti (+0,5%) e i piselli conservati (5,7%) con 73,4 milioni di euro (-3,7%) e 24,4 milioni di kg venduti (-5,4%). Analizzando i segmenti
più nello specifico, all’interno del segmento delle olive troviamo i sottosegmenti delle olive verdi, il primo per vendite a valore (341,2 milioni di euro; +4,4%), olive ripiene/condite (99,4 milioni di euro; +3,7%), olive nere (77,7 milioni di euro; +0,9%) e olive miste (5 milioni di euro; +10,5%). «Per quanto riguarda la performance a volume – commenta l’analista di Nielsen IQ – sia le olive verdi che le olive ripiene/condite mostrano trend positivi (+9,8% e +3,7% verso lo scorso anno), mentre le olive miste vedono una flessione dell’-1,7%. In forte espansione il segmento delle olive miste (+35,3% a vol.) grazie a un forte calo del prezzo medio (9,61 euro al kg; -18,3%) e a un aumento del numero di referenze per punto di vendita pari al +2,6%. La spinta del sottosegmento olive verdi è da imputare all’azione congiunta di pressione promozionale (pari a 25,7%; + 2%) e a una maggior numerica di sku per punto di vendita (9,1; +1,5%)». Nel segmento altri legumi vegetali e cereali conservati, i ceci e il mais si posizionano come i due principali sottosegmenti, registrando rispettivamente 95,5 milioni di euro (+3,6%) e 86 milioni di euro (-4,2%). Seguono le lenticchie (36,4 milioni di euro; +1,7%). A guidare la crescita dei ceci è una contrazione del prezzo medio al kg (2,32 euro; -1,3%) e un aumento delle sku per punto vendita (+2,5%). Per il mais, invece, la flessione dei prezzi al kg e a confezione non controbilancia la riduzione nella numerica di sku per negozio, portando a una flessione del sottosegmento sia a valore che a volume. Nello stesso segmento i funghi e gli asparagi, seppur ancora residuali, mostrano trend di crescita incoraggianti sia a valore (rispettivamente +0,8% e +2,4%) che a volume (+5,2% e +1,2%). Nei sottoli tutti i sottosegmenti risultano in contrazione: carciofini (-3,8% a val. e -2,9% a vol.) con 77 milioni di euro e 10,6 milioni di kg venduti; funghi (-4,1% a val. e -3,9% a vol.) con 74,2 milioni di euro e 9,7 milioni di kg venduti; ortaggi misti (-9,6% a val. e -13% a vol.) con 8,2 milioni di euro e 1 milione di kg venduti; altri (-2,2% a val. e -1,6% a vol.) con 73 milioni di euro e 9,6 milioni di kg venduti. Nel segmento sottaceti solo i cetrioli vedono una crescita a valore, pari a +3,5% con 37,8 milioni di euro, mentre tutti gli altri sottosegmenti sono in flessione, in particolar modo le cipolline (-7,8%) con 23,5 milioni di euro.