
La multinazionale francese Solina, circa 1,7 miliardi di euro di fatturato, si mangia l’italiana Pan di Vico, reginetta del pangrattato. E' la terza acquisizione nella Penisola.
L'impresa di Bientina, in provincia di Pistoia, è una società a responsabilità limitata con un fatturato di oltre 18 milioni di euro nel 2024 (+10,3 sul 2023), 42 addetti e un utile molto significativo, che supera 2,4 milioni, ma in lieve calo in confronto ai 2,77 milioni precedenti.
L'acquisizione amplia il portafoglio di gruppo Solina in questo specifico segmento, segmento che rientra in un’offerta molto più ampia di componenti per le preparazioni alimentari e soluzioni personalizzate verso i clienti: salse, aromi, ingredienti veg e per il dolciario, ma anche progettazione di packaging ad hoc.
Solina, che opera in tutti i continenti, a parte l’Oceania, con un particolare focus su Europa e Nordamerica, ha acquisito, 20 giorni fa, il 1° luglio, la statunitense Epicurean Butter di Thornton (Colorado).
Il gruppo, 51 stabilimenti produttivi nel mondo, è passato, nel 2026, sotto l’egida del private equity francese Astorg Partners, che ha un portafoglio di 30 imprese.

Pan di Vico produce pangrattato di tutti i tipi: convenzionale, biologico e speciale, con farine diverse
L'acquisizione rafforza le capacità industriali di Solina e, al tempo stesso, ne consolida la presenza in Italia, dopo le acquisizioni, nel 2024-25 della parmense Mta (additivi e ingredienti food) e di Phenofarm di Scandiglia (Rieti), operativa anch’essa nella produzione di ingredienti e aromi naturali per l’alimentare, ma anche nella la nutrizione per il mondo animale, nella nutraceutica e cosmesi.
Pan di Vico produce un ampio portafoglio di pangrattato convenzionale, biologico e speciale, con farine classiche, integrali, speciali e speziate, e diventerà il principale avamposto italiano del big d’Oltralpe.
Il team manageriale di Pan di Vico, guidato dall’amministratore delegato Luca Degl'Innocenti, rimarrà in azienda, garantendo la continuità per clienti e dipendenti e supportando lo sviluppo dell’impresa toscana, che appare solida sotto tutti i punti vista.