Andrea Cipolloni (ex Eataly) nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone

Andrea Cipolloni (ex Eataly) nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone
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Andrea Cipolloni è il nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone. Sostituisce Marco Schiavon, in carica da 5 anni. Il top manager sarà operativo dal prossimo mese di ottobre.
Cipolloni è stato ceo di Eataly per oltre 3 anni, contribuendo al processo di internazionalizzazione e diversificazione della società e razionalizzando i processi della società controllata da Investindustrial.
Prima però il manager è stato al vertice di Autogrill Europe-Italy e, ancora prima, in Pittarosso e Limoni. Nel complesso ha maturato oltre vent’anni di esperienza nel settore del food e del retail in contesti internazionali.
Nuova fase di sviluppo
“Caffè Borbone ha compiuto uno straordinario percorso di crescita, diventando in pochi anni il caffè di casa degli italiani - sottolinea Cipolloni -. Sono molto felice di entrare a far parte di questa squadra, il mio obiettivo sarà quello di accompagnare il brand nella prossima fase di sviluppo e internazionalizzazione”.
La società napoletana è uno dei principali produttori di caffè monoporzionato, da cui ricava circa metà del giro d’affari. È stato il primo player del settore a introdurre la cialda compostabile 100%, smaltibile nell’umido e con incarto riciclabile. E’ controllata per il 60% dall'Italmobiliare di Carlo Pesenti e per il 40% dal fondatore Massimo Renda.
In occasione di uno degli ultimi Capital market day di Italmobiliare, la società ha sottolineato che il focus è puntato sullo sviluppo all'estero e sul recupero dei margini.
Quotazioni volatili
Nel 2025 Caffè Borbone ha realizzato ricavi per 370,8 milioni di euro, +10,8%, un Ebitda di 56,8 milioni, -15,8% (20% nel 2024), e un utile di 30,2 milioni, -18%. Il margine, in discesa da 4 anni, è stato compresso dalle quotazioni record del caffè crudo Robusta. L'anno scorso la volatilità dei prezzi ha comportato per Caffè Borbone un incremento di 44 milioni del costo di approvvigionamento della materia prima.
Il debito netto della società di Caivano si è comunque ridotto da 69 a 55 milioni. Oggi l’export rappresenta il 14% del giro d’affari.
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