
Al via il confronto tra New Princes e i sindacati del commercio, dopo il perfezionamento, il 1° dicembre 2025, dell'acquisizione di Carrefour Italia.
Nell'incontro, svoltosi a Milano il 6 luglio, la direzione ha illustrato il nuovo assetto del gruppo e le linee strategiche di Princes Retail, delineando un piano di rilancio che punta sull'integrazione fra produzione, marchi e distribuzione per rafforzare competitività, efficienza e presenza sul mercato italiano.
Con l'acquisizione di Carrefour Italia, che si aggiunge alle operazioni concluse nel 2025 relative a Diageo Operations Italy e Plasmon e alla quotazione di Princes Group alla Borsa di Londra, New Princes continua nel percorso di crescita industriale e distributiva su scala internazionale.
È stato invece disdetto l’interesse per la rete di Realco, ormai in piccola parte passata a Conad Centro Nord e Conad Nord Ovest, in ragione di 9 punti vendita e attualmente in una seconda fase di vendita senza incanto.
Gruppo New Princes conta oggi un fatturato pro forma di 6,5 miliardi di euro, 32 stabilimenti produttivi, una presenza in sette Paesi, esportazioni in oltre 60 mercati, più di 30mila clienti e oltre 17.000 dipendenti nel mondo, di cui circa 11.000 in Italia. Del 2025, l'ultimo esercizio consolidato, abbiamo già ampiamente scritto.
La forza lavoro, affermano i sindacati, è composta per il 52% da donne e per il 48% da uomini, distribuita tra attività produttive, distribuzione, funzioni di sede e gestione dei marchi.
La rete Princes Retail rappresenta uno degli assi strategici del progetto industriale, con 982 punti vendita distribuiti in 13 regioni, di cui 248 a gestione diretta e 734 in franchising, una piattaforma e-commerce supportata da 140 negozi abilitati agli ordini online, 17 stazioni di carburante, 7 depositi logistici.
Tra gli obiettivi annunciati, come ben si sa, c’è il ritorno dello storico marchio GS, considerato dall'azienda un brand fortemente radicato nella distribuzione italiana, destinato a diventare il simbolo del rilancio della rete commerciale, attraverso un modello di vendita fondato sulla qualità, sulla convenienza, sull'italianità dell'offerta e sulla valorizzazione dei prodotti freschi.

Foto storica dell'iperstore GS di Terni (di: barney0294, via Wikimedia Commons)
Sul fronte della logistica è stato confermato il percorso di internalizzazione dei centri distributivi di Cameri (Novara) e Pieve Emanuele, alle porte di Milano, con il passaggio di 325 lavoratrici e lavoratori dalla gestione in appalto a quella diretta.
La proprietà, riferisce in una nota Fisacat Cisl, ha parlato anche degli investimenti programmati sulle infrastrutture (al momento dell’acquisizione erano di 437,5 milioni), del piano di manutenzione straordinaria dei punti vendita e degli interventi destinati a migliorare le condizioni operative della rete commerciale.
Nel corso dell'incontro è stata illustrata poi la fusione societaria, approvata il 13 maggio scorso dalle assemblee di Princes Property, GS e Princes Retail.
Dal prossimo 1° agosto GS e Princes Retail saranno incorporate in Princes Property, che assumerà la nuova denominazione di GS Spa.
L'operazione rientra nel processo di riorganizzazione del Gruppo, finalizzato a rafforzare le sinergie, migliorare l'efficienza organizzativa e accrescere la competitività economica e operativa.
È stato confermato che tutti i rapporti di lavoro proseguiranno senza soluzione di continuità, ai sensi dell'articolo 2112 del Codice civile.
Le organizzazioni sindacali hanno registrato con interesse alcuni elementi di discontinuità rispetto al passato, in particolare sugli investimenti, sul rafforzamento della logistica, sul presidio della rete in franchising e sulla volontà dichiarata di rilanciare il business. «Abbiamo accolto positivamente la volontà dell'azienda di tornare a finanziare la rete commerciale, sviluppando un nuovo modello di retail. Adesso - ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale di Fisascat Cisl - sarà fondamentale che agli obiettivi illustrati seguano impegni concreti e verificabili sugli investimenti, sull'organizzazione del lavoro e sulle tutele occupazionali».
Il confronto proseguirà il 23 luglio e il 17 settembre.
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