Surgelati caldi in volume, +1%, e in valore, +3 per cento

Surgelati caldi in volume, +1%, e in valore, +3 per cento
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I surgelati dallo scorso anno fino a giugno 2026 sotto la lente di Iias: l’istituto ha rilasciato la versione definitiva del proprio rapporto. E questo dopo le anticipazioni di fine febbraio.
I dati 2025, documentano che sono oltre 1 milione le tonnellate di frozen food consumate dagli italiani nel 2025 (1.040.596 per essere precisissimi), con una crescita reale, cioè a volume, sul 2024, dell’1% e un consumo pro capite, nei dodici mesi, che tocca un record di 17,7 Kg (nel 2024 erano 17,5 chili).
I surgelati migliorano anche nel 2026
La distribuzione, sempre in quantità, nei diversi canali conferma, al primo posto, le vendite retail, che hanno raggiunto 642.140 tonnellate (+1,1% tendenziale), seguiti dalla domanda fuori casa, valutata in 398.456 tonnellate (+1%).
E se guardiamo al solo canale al dettaglio, o domestico, scopriamo che l'interessante aumento migliora sensibilmente anche nel primo semestre 2026, con quantitativi che viaggiano sul +3,4% rispetto al corrispondente.
Torniamo nel 2025. Il valore di mercato ha raggiunto 6,1 miliardi di euro (+3% vs. 2024), con un retail che polarizza 3 miliardi e 866 milioni di euro, circa il doppio di quanto fatturato dall’Horeca il quale si ferma, si fa per dire, a 1 miliardo e 900 milioni di euro.
Insomma, indipendentemente dalla tensioni, dal sentiment, dal clima di fiducia, dal costo della vita, i surgelati continuano la scalata in quanto sono una risposta forte a esigenze di oggi, ma anche di ieri: nutrire bene, contenere gli sprechi, risparmiare tempo prezioso dando valore aggiunto alla spesa.
“Tutto questo ha favorito l’aumento complessivo del consumo di sottozero, che ha oltrepassato, per il terzo anno consecutivo, la soglia del milione di tonnellate – aggiunge il presidente di Istituto italiano alimenti surgelati, Giorgio Donegani -. E le rilevazioni condotte sul primo semestre del 2026, come abbiamo visto, testimoniano un’ulteriore crescita che, sul fronte dei valori, si concretizza in un +3,6 sul corrispondente. È un andamento positivo che interessa tutte le categorie, in particolare l’ittico, le pizze, i preparati vegetali e i piatti pronti”.

Vegetali e ittico in testa alla classifica
E veniamo, appunto, ai vari segmenti. Nel 2025, lato consumi domestici, rimangono sul podio, stabili, i vegetali surgelati (esclusi i preparati e le patate), i più amati per volumi. Il retail veicola più di 204.000 tonnellate di questa categoria, nonostante una lievissima flessione (-0,3%) rispetto al 2024, compensata dalla crescita delle verdure elaborate (+0,7%).
Al secondo posto nelle preferenze degli italiani troviamo l’ittico che, nelle sue varianti al naturale (64.000 tonnellate) e panato/preparato (42.000 tonnellate), supera complessivamente le 100.000 tonnellate, registrando, nel 2025, una delle performance più dinamiche nel sottozero. Qui incide la valutazione molto positiva del pesce come alimento sano e leggero.
Medaglia di bronzo per le patate che, con circa 93.000 tonnellate consumate, sono apprezzate per tre ragioni in particolare: gusto, praticità di preparazione e di consumo e assenza di sprechi (sono già pulite e tagliate).

Dalla pizza al senza glutine
A seguire, le pizze: nel 2025 hanno sfiorato le 70.000 tonnellate, con un +3,1% sul 2024. Un risultato che premia, di nuovo, le virtù pratiche, qualitative e convenienti di questi prodotti, unitamente agli sforzi di innovazione portati avanti dalle aziende per introdurre nuovi formati, nuove ricette e nuovi ingredienti.
Scorrendo la classifica in quinta posizione troviamo i piatti pronti, con quasi 66.000 tonnellate (+1,7% sul 2024), cioè primi, secondi, contorni ricettati e alimenti con proteine vegetali.
Da non dimenticare le specialità dolci e salate (pancake e altri cibi similari per occasioni d’uso), stimate in 31.700 tonnellate, anch’esse in tendenza positiva (+1,9%). In questo modo le imprese valorizzano momenti di consumo diversi rispetto a pranzi e cene.
Significativo il rimbalzo messo a segno dai consumi di carni surgelate (+4,5% vs 2024), apprezzate certamente per la loro sicurezza e conservabilità.
Da segnalare, infine, l’ottima performance del senza glutine sottozero, che, con circa 9.700 tonnellate richieste (+4,3% sul 2024) continua la sua ascesa. Pur trattandosi di una nicchia, l’aumento costante di questi beni indica la capacità del comparto di rispondere alle esigenze di una fascia di popolazione che ha bisogno di una crescente varietà alimentare.

