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Cibo biologico senza crisi: nel 2025 vendite a 6,9 miliardi, +6,1%

Cibo biologico senza crisi: nel 2025 vendite a 6,9 miliardi, +6,1%

Cibo biologico senza crisi: nel 2025 vendite a 6,9 miliardi, +6,1%

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Emanuele Scarci

Sempre più biologico nel carrello della spesa. Nel 2025 le vendite in Italia di prodotti bio hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro, +6,1%, trainate dai consumi domestici che si attestano a 5,5 miliardi, +6,2%, un ritmo superiore all'intero comparto alimentare.

In crescita anche il consumo di bio nell’Horeca che, secondo i dati dell’Osservatorio del salone del biologico, ha raggiunto quota 1,35 miliardi, +1,6% e un’incidenza del 20% sul mercato bio. Tutti i dati a valore sono stati presentati nell’ambito del Salone del biologico che si svolge a Bologna. Non quelli a volume, fondamentali per dribblare gli aumenti dei prezzi.

Le vendite nella Grande distribuzione si attestano, secondo NielsenIQ, a 3,5 miliardi (+6,1%). La distribuzione moderna si conferma il primo canale di acquisto di bio: il 64% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Il 20% dei consumi interni passa dai negozi specializzati nel bio, che, nell’ultimo anno, hanno visto un incremento a valore delle vendite del 7,5%.

L’Italia dispone di 2,5 milioni di ettari coltivati bio e una quota di superficie agricola utilizzata che supera il 20%, circa il doppio della media europea.

Horeca strategico

Il fuori casa nel biologico rappresenta un canale strategico, non solo per il suo peso numerico e per l’ampia consumer base: 7 italiani su 10 hanno consumato alimenti o bevande bio nel canale away from home e il 35% è frequent user. Secondo gli operatori, il consumo nell'Horeca offre al consumatore l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina. Questo vale tanto per la ristorazione commerciale quanto per quella collettiva, entrambe fondamentali nel favorire la sperimentazione e ampliare la conoscenza del bio.

Secondo FederBio, una svolta importante per il biologico nazionale arriverà dall'introduzione del Marchio del biologico italiano, una certificazione volontaria che unisce la sostenibilità del biologico alla valorizzazione della biodiversità dei prodotti tradizionali del territorio. Un binomio strategico che rafforza fiducia, tracciabilità e riconoscibilità del bio made in Italy, sostenendo i produttori italiani e la competitività dell'intera filiera.

Domanda vivace

“Per la prima volta i consumi corrono più veloci della produzione – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio –. Un segnale da monitorare perché lo sviluppo del mercato possa generare valore per i nostri produttori e non tradursi in un incremento delle importazioni. La frenata sul Green deal non deve assolutamente rallentare le politiche a sostegno del bio, considerando che imprese e i cittadini dimostrano già un significativo orientamento verso questo modello agroecologico. Tra gli obiettivi prioritari è fondamentale la semplificazione amministrativa, soprattutto per le piccole e medie aziende agricole che non dispongono di figure dedicate per gestire adempimenti così complessi”.

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