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Pasta Berruto: piano industriale da 20 milioni per la produzione e la logistica

Pasta Berruto: piano industriale da 20 milioni per la produzione e la logistica

Pasta Berruto: piano industriale da 20 milioni per la produzione e la logistica

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Luca Salomone

Continua la crescita di Pasta Berruto, che mette sul piatto un programma di investimenti, avviato nel 2025, di oltre 20 milioni di euro.

In sintesi, le risorse sono andate alla realizzazione di opere edilizie e infrastrutture tecnologiche.

18 mila posti pallet e 80 mila tonnellate di pasta

In particolare, durante lo scorso anno, è stata completata la costruzione di un secondo magazzino che dispone di 8 mila posti pallet e che si affianca a quello esistente, da 10 mila posti, portando così la capacità totale a 18 mila slot.

L’operazione amplia la superficie coperta fino a 22 mila metri quadrati.

Il piano industriale ha poi favorito lo sviluppo produttivo, grazie all’attivazione di una nuova linea capace di realizzare 4 mila kg di pasta corta all’ora, portando la capacità complessiva dello stabilimento, presso la sede centrale di Carmagnola, a circa 80 mila tonnellate annue.

Volumi in crescita del 7 per cento sul 2024

L’impresa di Carmagnola (Torino), che affonda le proprie radici nei primi dell’Ottocento, presenta oggi un fatturato di 70 milioni di euro, stabile in confronto al 2024, anno in cui l’utile era intorno ai 4,6 milioni di euro.

Per volumi di vendita lo storico pastificio ha superato le 66 mila tonnellate, segnando una crescita tendenziale del 7% e consolidando il percorso di sviluppo intrapreso negli ultimi anni.

Il trend si riflette pure a livello occupazionale, con un incremento dei dipendenti superiore al 10%, che ha portato il totale della forza lavoro a 86 persone.

PASTA BERRUTO PIANO INDUSTRIALE 20 MILIONI PRODUZIONE LOGISTICA 2

Nel corso del 2025 la portata logistica di Pasta Berruto è stata ampliata fino a 18 mila posti pallet

Stefano Berruto: continueremo a investire

E non è tutto, perché l’espansione proseguirà nel 2026 con l’installazione della terza linea di produzione, dedicata alle lasagne.

Rafforza il concetto l’amministratore delegato Stefano Berruto: «Continueremo a investire nella selezione delle materie prime e in scelte produttive sempre più specifiche e mirate, a tutela di un autentico made in Italy. Questo iter ci permetterà, fra l’altro, di ampliare la gamma con formati capaci di rispondere alle aspettative di un pubblico nazionale competente ed esigente, oltre a compiere nuovi passi in avanti sul packaging, ambito in cui l’evoluzione tecnologica ci offrirà opportunità rilevanti».

Italiani a parte i mercati esteri rimangono centrali nel modello di business della società piemontese: il 95% delle vendite è infatti destinato alle nazioni straniere.

Dal punto di vista dei canali distributivi, circa l’80% dei ricavi deriva dal retail – in particolare Gdo e discount – presidiato sia direttamente, sia attraverso una rete di distributori e concessionari.

Il restante 20% proviene da food service e industria, e questo per bilanciare in modo opportuno i diversi sbocchi commerciali.

Sostenibilità: il programma 2025-2027

Oltre al nuovo piano industriale, l’azienda, controllata, al 40% dalla famiglia fondatrice e al 60% dal Fiaf (Fondo italiano agri & food), entrato ad aprile 2024, ha presentato il suo secondo bilancio di sostenibilità, guidato dai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) definiti dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030.

A partire dal 2023 Pasta Berruto ha sviluppato un piano di orientamento verso i target sociali e ambientali, avviando un profondo lavoro di analisi, interna ed esterna, che ha portato a definire 18 tematiche, particolarmente rilevanti, a cui sono associati, appunto, i 13 Sdg.

Nell’anno concluso, infine, la società ha compiuto un passo strategico nella propria evoluzione, elaborando un piano di azione triennale su tematiche Esg, con orizzonte temporale 2025–2027, piano che definisce le aree prioritarie nelle quali promuovere azioni concrete. Fra queste la produzione sostenibile, la riduzione dell'impatto ambientale, l’eco compatibilità degli imballaggi, l’impiego limitato di acqua e la valorizzazione del made in Italy.

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