Luce verde dalla Commissione, per un finanziamento, del Governo italiano, in favore di Brimi, o Centro Latte Bressanone società agricola cooperativa.
L’azienda altoatesina riceverà 18,2 milioni di euro per sostenere un progetto di investimento nel lattiero-caseario.
L'obiettivo industriale è di espandere le linee di produzione esistenti, per mozzarella e ricotta, potenziando i nuovi prodotti come la burrata. Saranno anche ottimizzati i cicli di lavorazione, mantenendo alti standard di qualità e sostenibilità.
L'investimento avrà un duplice effetto positivo. Da un lato, rafforzerà il settore lattiero-caseario nell'Alto Adige, aumentando la domanda di latte da parte degli agricoltori locali. Dall’altro migliorerà l'uso del siero residuo, contribuendo all'economia circolare e alla produzione sostenibile.
L'aiuto di Stato assumerà la forma di una sovvenzione diretta.
La Commissione ha rilevato che la misura è necessaria e appropriata per raggiungere l'obiettivo perseguito, sostenendo al tempo stesso gli scopi della Pac.
Inoltre, Bruxelles ha concluso che il finanziamento ha le giuste proporzioni, poiché è contenuto nel minimo necessario e avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sul commercio nell'UE.

Secondo Bruxelles il finanziamento è proporzionale e rientra negli obiettivi della Pac (foto di: dimitrisvetsikas1969, Via Wikimedia Commons)
La storia di Brimi inizia negli anni Venti e si consolida nel 1969, quando Latteria Cooperativa Sciaves e Latteria Bressanone uniscono le forze, dando vita a Brixen Milch, che oggi produce mozzarella, stracciatella, burro, ricotta, mascarpone, latte e panna, ma anche la stessa burrata (introdotta nell'autunno 2025), che ora riceverà un forte impulso.
Il progetto della mozzarella arriva nel 1978, quado Wolfgang Heiss, allora presidente della cooperativa, e il direttore, Luis Pichler, presentano l’idea, sostenuta da un investimento per i tempi molto corposo - di 121 milioni di lire (oltre 62.500 euro) - per un impianto di produzione dedicato.
Otto anni dopo, la produzione aveva già raggiunto le mille tonnellate annue, mentre oggi supera le 310 tonnellate a settimana (oltre 16mila tonnellate ogni dodici mesi).
Brimi può contare su uno zoccolo di mille soci conferitori, mentre il fatturato 2024 ha raggiunto 130 milioni di euro, con un utile di circa 400mila euro. Gli addetti si aggirano sulle 250 persone.
La rete distributiva al dettaglio copre sia la Gdo, sia il normal trade e spazia in tutta Italia, con una particolare concentrazione nel Nord.
Nel mese di gennaio si è appreso che Brimi e la cooperativa Mila (Latte montagna Alto Adige, con 300 milioni di ricavi) hanno cominciato a studiare una possibile fusione che porterebbe, come scrive l’edizione locale del Corriere della Sera, alla formazione di un gruppo da 450 milioni di euro di fatturato, in grado di lavorare fino a 280 milioni di kg di latte, forniti da tremila soci, soci che ora dovranno votare per il merger.
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