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Vino, in quattro mesi giù del 2% le vendite nella grande distribuzione

Vino, in quattro mesi giù del 2% le vendite nella grande distribuzione

Vino, in quattro mesi giù del 2% le vendite nella grande distribuzione

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Emanuele Scarci

Vino indietro tutta. Nel primo quadrimestre del 2026 le vendite nella distribuzione moderna sono calate del 2% a volume. Un dato che segue il -2,7% dell’intero 2025.

E anche l’export segna il passo: il consuntivo del primo trimestre dell’anno in corso è -4% a volume e -8,3% a valore. I dati sono stati forniti ieri in occasione dell’assemblea di Unione italiana vini (Uiv), tenutasi a Roma.
Nel vino sfuso, segnala inoltre l’Osservatorio di Uiv, i prezzi sono scesi in Italia, nei primi cinque mesi dell’anno, del 6% per i vini Dop, del 7% per gli Igp e del 14,4% per i vini comuni. Dati preoccupanti per quanto ancora limitati ai primi mesi.

Giacenze elevate

L’Osservatorio Uiv segnala inoltre che nonostante le tre vendemmie light tra il 2023 e il 2025, a maggio gli stock in cantina hanno superato i 53 milioni di ettolitri (a +7,3% sul dato di maggio 2025), l’equivalente di un’intera vendemmia ferma in cantina che marca il livello di giacenze più alto dal 2022.
Tuttavia le giacenze sono costituite anche da vini da invecchiamento.

“L’iperproduzione sta impattando su valore e redditività lungo tutta la filiera - ha detto il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi -. Dobbiamo tutelare un comparto che vale l’1,1% del Pil e che contribuisce in maniera determinante non solo al saldo della bilancia commerciale (+7,2 miliardi di euro), ma alla ricchezza dei territori e alla salvaguardia del paesaggio”.

Fancy Food ok

A margine dell’assemblea Uiv, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, si è dichiarato fiducioso nella performance dell'agroalimentare italiano negli Usa, dopo l'ottima performance al Summer Fancy Food Show di New York, la fiera che si è svolta a fine giugno.
"L'aria che ho respirato è molto positiva per i nostri prodotti, devo dire che il Fancy Food è stato un evento straordinariamente importante anche quest'anno. L'Italia va relativamente meglio delle altre nazioni, anche rispetto all'agrifood, e oggi i dati sul vino mostrano come rispetto al nostro competitor principale, la Francia, andiamo meno peggio, ma si apre la prospettiva di una stabilizzazione del consumo di un prodotto che partiva dietro rispetto al suo concorrente. Le fasi di crisi si superano. Oggi ho appreso quelli che possono essere ulteriori interventi auspicati dal settore stesso e ci lavoreremo".

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