A febbraio carrello della spesa meno pieno di prodotti alimentari. Il dato delle vendite al dettaglio si riferisce a prima della guerra del Golfo, ma all’orizzonte rimane la minaccia concreta della ripartenza dei prezzi e l’incertezza legata ai prezzi del petrolio e al conflitto in Medio oriente.
I dati preliminari di Istat relativi a febbraio, registrano, su base annuale, un aumento a valore dell’1,6% e dello 0,1% a volume. I prodotti alimentari registrano +1,8% a valore e -0,5% a volume. I non alimentari, rispettivamente, +1,4% e +0,2%.
Sempre su base annua, nel bimestre gennaio/febbraio la crescita a valore riguarda soprattutto le vendite della grande distribuzione (+3,1%) e del commercio online (+6,7%). Quelle delle piccole superfici vedono un lieve incremento (+0,5%).
Disaggregando i dati, svettano per il secondo mese consecutivo i supermercati, +3,6% a valore. Seguono gli ipermercati, +2,6% mentre i discount si fermano a +3,1%.
Secondo il direttore dell'Ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella, "le difficoltà principali si rilevano ancora una volta per il segmento alimentare, che da tempo registra alternanze tra recuperi e riduzioni che nella sostanza lasciano quasi inalterati i volumi acquistati. Tra gli altri segmenti si confermano le difficoltà di abbigliamento e calzature, la cui domanda è stata scarsamente influenzata dai saldi. Tra gli altri fattori che portano a leggere il dato di febbraio in misura non negativa c’è il fatto che tutti i format distributivi segnalano su base annua un miglioramento".
Poi Bella aggiunge: "Non va neanche trascurato il fatto che sia a febbraio che a marzo le famiglie sono tornate ad acquistate autovetture, con impegni di spesa importanti, determinando un parziale spostamento di quote di spesa tra le diverse funzioni di consumo. E’ peraltro evidente che i bruschi aumenti dei prezzi degli energetici e la riduzione della fiducia possano aver determinato, già a partire da marzo, un deterioramento delle condizioni generali i cui effetti sui consumi e sulla crescita rimangono ancora incerti e legati essenzialmente alla durata del conflitto".
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