Un nuovo piano di welfare aziendale per Eataly finanziato con uno stanziamento di 500 mila euro. E oggi c’è un nuovo round azienda-sindacati per definire il contratto integrativo aziendale di 1.400 dipendenti, scaduto da oltre 3 anni.
La stretta finale del negoziato arriva in una fase molto delicata per la catena commerciale del made in Italy, dopo un anno deludente per i risultati di bilancio (probabilmente ancora in rosso), il cambio del vertice, il ceo Andrea Cipolloni è stato sostituito dal dg Gabriele Belsito mentre per il ceo di Eataly Usa si cerca il sostituto di Tommaso Brusò. Il nuovo vertice e gli azionisti dovranno definire una nuova strategia in grado di guidare Eataly fuori dalle secche.
Azienda e sindacati hanno sottoscritto un accordo sperimentale valido per il 2026 che introduce un credito welfare individuale utilizzabile attraverso una piattaforma dedicata all'acquisto di beni servizi e prestazioni. Il piano sarà applicato ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato, determinato e apprendisti che abbiano maturato almeno 6 mesi di attività lavorativa nel corso del 2025.
L'importo del credito welfare, riproporzionato sulla base dell'orario di lavoro individuale registrato al 31 dicembre 2025, è pari a circa 510 euro per i lavoratori full time e a circa 255 euro per i lavoratori part time al 50%.
Le somme saranno accreditate su una card personale gestita da un operatore esterno e potranno essere utilizzate per l'acquisto di beni e servizi, per rimborsi legati a spese assistenziali educative e di trasporto pubblico per attività legate al tempo libero e alla salute oltre che per la previdenza complementare. Le risorse dovranno essere utilizzate entro il 31 dicembre 2026.
A decorrere dal primo gennaio 2027, il nuovo piano sostituirà l'attuale disciplina prevista dal contratto aziendale in materia di welfare mantenendo invariato il finanziamento annuo di 200 mila euro finora destinato alla copertura sanitaria integrativa.
Eataly è una catena specializzata nella ristorazione e nella distribuzione di food e beverage italiano di qualità, spesso prodotti Dop, di nicchia o artigianali della fascia premium.
Tuttavia nel 2025 i ricavi consolidati del gruppo commerciale sono cresciuti del 3,3% a 706 milioni di euro e l’Ebitda rettificato si è contratto del 23% a 40,7 milioni. Il debito netto rettificato è rimasto stabile a 142 milioni (+1,4%).
Il network commerciale conta su 17 pdv negli Stati Uniti, più tre Eataly Caffè (tutti a New York). In Europa gli store sono 25 mentre Medio oriente e Asia ne contano oltre 20. La catena commerciale è a trazione americana: il 60% del giro d’affari è realizzato in Nordamerica, come probabilmente anche gran parte del margine.
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