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Carrello della spesa, a febbraio prezzi +2,2%. Confcommercio: rischio rialzi limitati

Carrello della spesa, a febbraio prezzi +2,2%. Confcommercio: rischio rialzi limitati

Carrello della spesa, a febbraio prezzi +2,2%. Confcommercio: rischio rialzi limitati

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Emanuele Scarci

Il carrello della spesa torna sopra il 2%. In attesa del prevedibile aumento dei prezzi dopo l’impennata del petrolio di questi giorni.

Secondo l’Istat, il dato preliminare di febbraio indica per i prezzi al consumo del grocery (beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) un aumento su base annua del 2,2%, in crescita rispetto all’1,9% di gennaio.

L’indice generale (comprende tutti i prodotti e servizi) di febbraio evidenzia un dato di +1,6% su base annua (+1% il mese precedente), soprattutto per l’accelerazione dei prezzi di servizi turistici, trasporti e alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,6%).
L’inflazione nell’Eurozona a febbraio sale all’1,9% dall’1,7% di gennaio, seconod i dati Eurostat nella prima stima flash.

Incognita energia

L’ufficio studi di Confcommercio sottolinea che “qualche timore sulle prospettive inflazionistiche legate ai costi dell’energia nasce, inevitabilmente, dall’inasprirsi della situazione internazionale. Anche per evitare valutazioni catastrofiche giova ricordare che nell’aprile del 2024, in occasione di impedimenti rilevanti nei transiti dallo stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio registrò un temporaneo e consistente aumento, rientrato, però, nel brevissimo periodo".
"Inoltre, rispetto al passato, l’offerta mondiale di materie prime energetiche è più differenziata ed elastica al prezzo: cresce al crescere del prezzo e così facendo lo comprime. Ad oggi, non è possibile stabilire dove si collocherà il prezzo di equilibrio in un contesto caratterizzato da continui shock di natura eterogenea".

Meno fiduciosa Coldiretti, secondo cui "dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra Usa, Israele e Iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in Ucraina, con il balzo alle stelle dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente più alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l’energia".

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