Neanche Babbo Natale spinge i consumi di dicembre. E soprattutto nell’anno si è speso di più per mettere nel carrello meno prodotti. Il canale e-commerce si è confermato il più dinamico. Secondo i dati preliminari di Istat, nell’ultimo mese del 2025, le vendite al dettaglio registrano, su base annuale, un calo dei volumi dello 0,2% e una crescita a valore dello 0,9%.
In particolare, i beni alimentari aumentano a valore, +1,7%, e calano a volume, -0,6%, mentre quelli non food aumentano in entrambe le categorie, rispettivamente, +0,3% e +0,1%.
Nel complesso dell’intero 2025, le vendite al dettaglio a valore crescono dello 0,8% rispetto all’anno precedente mentre sono in calo i volumi, -0,6%.
Nel 2025 i prezzi medi al consumo del grocery (beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) sono aumentati mediamente del 2,4%.
E-commerce al top
Nei diversi canali commerciali, nel 2025 il commercio elettronico è quello che performa meglio: +2,9% a valore. La distribuzione moderna si ferma a +1,9%. In continuo declino i piccoli negozi, -0,5%.
Disaggregando i dati della Gdo, il discount si conferma al vertice con il +3,2%. Seguono ipermercati +2,5% e super +2,1%.
Dal suo canto, il progressivo della Gdo rilevato da NielsenIQ registra vendite nel 2025 in crescita del 2,1% a valore e a parità di punti vendita.
Confcommercio, consumi fragili
Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, “Il dato sulle vendite di dicembre 2025 è inferiore alle attese, anche se con un’intonazione lievemente meno negativa. Resta il fatto che i consumi di beni hanno dimostrato, a dicembre e in tutto lo scorso anno, una pericolosa fragilità strutturale. Va anche detto che parte della debolezza, registrata su base mensile dai non alimentari, è derivata dalla decisione di anticipare a novembre alcuni acquisti”.
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