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Natale spinge i prezzi nel carrello: +2,2%. Confcommercio: inflazione fra le più basse d'Europa

Natale spinge i prezzi nel carrello: +2,2%. Confcommercio: inflazione fra le più basse d'Europa

Natale spinge i prezzi nel carrello: +2,2%. Confcommercio: inflazione fra le più basse d'Europa

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Emanuele Scarci

Finale d’anno con prezzi al consumo in crescita nel carrello della spesa. Secondo l’Istat, il dato preliminare di dicembre indica per i prezzi del grocery (beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) un aumento su base annua del 2,2%, in rimbalzo rispetto all’1,5% di novembre.

L’intero anno 2025/2024 ha segnato una variazione media del carrello della spesa del +2,4% (contro il 2%).

L’indice generale (comprende tutti i prodotti e servizi) dell’intero 2025 ha registrato +1,5% su base annua (+1% l’anno precedente). Un dato generale comunque coerente con le vendite al consumo, deboli e con volumi in caduta. In Europa invece, a dicembre l'inflazione generale in Germania è stata dell’1,8%, in Francia dello 0,8% e in Spagna del 2,9%.

Sul fronte dei consumi, NielsenIQ stima che, nel progressivo 30 dicembre 2024/28 dicembre 2025, le vendite nella distribuzione moderna italiana (iper+super+libero servizio, discount e drug) sono cresciute a valore del 2,1%.

Meno tasse più fiducia

Secondo il direttore dell'ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella, "l’inflazione nel nostro paese si conferma tra le più contenute dell’eurozona. In questo contesto, almeno sino alla fine del terzo trimestre del 2025, la bassa inflazione, pur favorendo importanti recuperi del potere d’acquisto delle famiglie, non ha prodotto effetti significativi sulle decisioni di spesa. La propensione al risparmio si è, infatti, collocata nel terzo trimestre del 2025 su livelli storicamente molto elevati".

Tuttavia la bassa inflazione del 2025 si somma a quella più elevata del biennio 2022/2023, stimata al 16%. E una perdita del potere d'acquisto della famiglie intorno al 10%.
Bella aggiunge che "la ripresa della domanda per consumi è un elemento cruciale per rendere possibile una crescita prossima all’1% nel 2026. In quest’ottica, l’effetto delle misure di detassazione stabilite dalla manovra appena approvata, rappresenterebbero importanti elementi per il recupero della fiducia e per dare un po’ di slancio ai consumi, fenomeno che si sarebbe verificato a partire dallo scorso mese di novembre, con un importante consolidamento in occasione degli acquisti di dicembre".

Chiusura domenicale

Infine, è stata accolta da un’alzata di scudi pressoché generalizzata la proposta di chiusura domenicale dei supermercati avanzata da Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop. Servirebbe per tagliare i costi (maggiorazione del 30% per i dipendenti) a fronte di un calo dei volumi di vendita e far riposare i dipendenti. Secondo Dalle Rive le principali imprese del sistema Coop sarebbero favorevoli.
Per Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, la proposta sarebbe un autogol perché “produrrebbe un ulteriore impatto sulla flessione dei consumi. Per i supermercati la domenica è un giorno importante perché sempre più persone non riescono a fare la spesa settimanale negli altri giorni.
Inoltre in questo modo si lascerebbe campo libero alle grandi multinazionali online. I costi si riducono attraverso l’efficienza e non con i tagli”.

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