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Crefis: a luglio 2026 migliora la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso

Crefis: a luglio 2026 migliora la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso

Crefis: a luglio 2026 migliora la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso

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redazione

Secondo le rilevazioni del Centro Ricerche Economiche sulle Filiere Sostenibili (Crefis) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, a luglio la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso ha mostrato un'inversione di tendenza, tornando a crescere dopo la flessione del mese precedente.

L'indice di redditività è infatti aumentato del 6,5% rispetto a giugno. Il recupero è stato favorito dalla risalita delle quotazioni dei suini pesanti destinati al circuito tutelato, cresciute del 6,7% su base mensile fino a raggiungere 1,644 euro/kg, andamento che ha compensato il lieve incremento dei costi alimentari. Nonostante il miglioramento congiunturale, il confronto con luglio 2025 resta sfavorevole, con una redditività inferiore del 12,7%.

La fase di ingrasso

Anche la fase di ingrasso ha beneficiato a luglio di condizioni economiche più favorevoli, registrando un incremento della redditività di ben il 10% rispetto al mese precedente. L'aumento dei prezzi dei suini da macello, insieme alla riduzione del costo di acquisto dei suinetti da 40 kg, ha controbilanciato il rincaro dell'alimentazione, sostenendo il recupero dei margini. Rimane tuttavia negativo il confronto con lo scorso anno che evidenzia una flessione del 3,7%.

Situazione opposta per le scrofaie, dove la redditività ha continuato a deteriorarsi. Nel mese di luglio l'indice è diminuito del 9,4% rispetto a giugno, risentendo sia della contrazione del prezzo dei suinetti da 7 kg, scesi del 9,3% fino a 56,620 euro/capo, sia dell'aumento dei costi alimentari. Anche il dato tendenziale della redditività conferma un quadro difficile, con livelli inferiori del 20,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La fase di svezzamento

Il peggioramento ha interessato anche la fase di svezzamento, che ha registrato una riduzione della remuneratività del 9,6% su base mensile e del 10,9% su base annua. A incidere sul risultato sono stati il calo delle quotazioni dei suini da 40 kg, diminuite del 9,9% fino a 2,834 euro/kg (-20% rispetto a luglio 2025), e il contemporaneo aumento del costo sostenuto per l'acquisto dei suinetti a inizio ciclo.

La macellazione

Per il comparto della macellazione, luglio ha fatto segnare una riduzione della redditività pari al 5,1% rispetto al mese precedente. L'incremento delle quotazioni dei suini pesanti destinati al circuito tutelato ha determinato un aumento dei costi di approvvigionamento, comprimendo i margini degli operatori. Rimane invece positivo il confronto con lo stesso mese del 2025, con una redditività superiore del 7,5%.

Il mercato delle carni fresche

Sul mercato delle carni fresche, a luglio le quotazioni delle cosce pesanti destinate a produzioni tipiche hanno raggiunto valori di 5,338 euro/kg, con una variazione congiunturale del +2,6% (negativo, invece, il confronto con lo scorso anno: -4,6%). Inoltre, si è osservato un recupero delle quotazioni delle cosce pesanti destinate alle produzioni non tipiche, che hanno raggiunto un prezzo medio di 4,698 euro/kg, in crescita del 4,4% rispetto a giugno, pur mantenendosi inferiori del -2,3% su base annua.

Andamento differenziato, invece, per il comparto dei lombi: il taglio Padova ha registrato una lieve flessione congiunturale (-0,6%), attestandosi a 3,875 euro/kg, mentre il taglio Bologna ha evidenziato un aumento del 2,9%, raggiungendo i 3,500 euro/kg. In entrambi i casi permane un divario negativo rispetto allo scorso anno, con riduzioni del 16,8% per il Padova e del 14,2% per il Bologna.

La stagionatura

Nel comparto della stagionatura, luglio ha confermato il miglioramento della redditività dei prosciutti Dop monitorati, in crescita sia rispetto al mese precedente sia nel confronto con il 2025. Segnali di ripresa sono emersi anche per i prosciutti non tutelati, che hanno interrotto la fase di contrazione registrata nei mesi precedenti. Peraltro, il vantaggio delle produzioni certificate in termini di marginalità rimane molto marcato: per i prosciutti pesanti la redditività delle produzioni Dop risulta infatti superiore del 50,8% rispetto a quella delle produzioni non Dop.

Anche l'andamento dei prezzi conferma la migliore performance del circuito tutelato. Il Prosciutto di Parma stagionato 12 mesi ha registrato un incremento del 2,3% rispetto a giugno, raggiungendo gli 11,455 euro/kg, valore superiore del 7,3% rispetto a luglio dello scorso anno. Di segno opposto, invece, l'evoluzione del prosciutto pesante generico, il cui prezzo è sceso dell'1,1% nel corso del mese, attestandosi a 6,700 euro/kg e segnando una contrazione del 20,2% nel confronto tendenziale.

       
       

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