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Campari, ricavi oltre i 3 miliardi e debito ridotto. In Borsa il titolo vola del 9%

Campari, ricavi oltre i 3 miliardi e debito ridotto. In Borsa il titolo vola del 9%
Il ceo Simon Hunt

Campari, ricavi oltre i 3 miliardi e debito ridotto. In Borsa il titolo vola del 9%

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Emanuele Scarci

Spritz all’offensiva. Campari fa meglio di ogni previsione e concorrente, non teme gli effetti della crisi del Golfo e avvia il ricambio generazionale. Oggi il titolo in Borsa ha chiuso le contrattazioni in crescita di oltre il 9%.

Il gruppo milanese archivia il 2025 con ricavi per 3,05 miliardi di euro (+2,4%), un Ebitda rettificato di 785 milioni (+7,6% organico) e un utile di 386 milioni (+2,7%). Il free cash flow ricorrente è di 571 milioni e il dividendo proposto è di 0,10 euro per azione (+54%). Il rapporto debito netto/Ebitda si è ridotto a 2,5 volte, rispetto al picco di 3,6 volte al 30 settembre 2024.

“Nel 2025 - ha commentato il ceo Simon Hunt - abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività, rafforzando al contempo la direzione strategica. Il team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house”.

Prospettive frizzanti

Per il 2026 ha aggiunto il top manager “ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Siamo focalizzati su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, con maggiore attenzione sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio”.
Sugli effetti della crisi della guerra in Medio oriente, Hunt ha detto che “al momento non vediamo alcun impatto materiale”.

Chi esce e chi entra

L’azionista di controllo Lagfin ha avviato il passaggio generazionale: Alessandra Garavoglia, Robert Kunze Concewitz e Paolo Marchesini hanno rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione.
A seguito delle loro dimissioni, il cda ha proposto all'assemblea degli azionisti la nomina di Francesco Mele, group chief financial officer, amministratore esecutivo; Alessandro Garavoglia, amministratore non esecutivo e vice presidente; Jacopo Forloni e Chiara Lazzarini, amministratori non esecutivi.

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