Spritz all’offensiva. Campari fa meglio di ogni previsione e concorrente, non teme gli effetti della crisi del Golfo e avvia il ricambio generazionale. Questa mattina il titolo in Borsa decolla del 9%.
Il gruppo milanese archivia il 2025 con ricavi per 3,05 miliardi di euro (+2,4%), un Ebitda rettificato di 785 milioni (+7,6% organico) e un utile di 386 milioni (+2,7%). Il free cash flow ricorrente è di 571 milioni e il dividendo proposto è di 0,10 euro per azione (+54%). Il rapporto debito netto/Ebitda si è ridotto a 2,5 volte, rispetto al picco di 3,6 volte al 30 settembre 2024.
“Nel 2025 - ha commentato il ceo Simon Hunt - abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività, rafforzando al contempo la direzione strategica. Il team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house”.
Per il 2026 ha aggiunto il top manager “ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Siamo focalizzati su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, con maggiore attenzione sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio”.
Sugli effetti della crisi della guerra in Medio oriente, Hunt ha detto che “al momento non vediamo alcun impatto materiale”.
L’azionista di controllo Lagfin ha avviato il passaggio generazionale: Alessandra Garavoglia, Robert Kunze Concewitz e Paolo Marchesini hanno rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione.
A seguito delle loro dimissioni, il cda ha proposto all'assemblea degli azionisti la nomina di Francesco Mele, group chief financial officer, amministratore esecutivo; Alessandro Garavoglia, amministratore non esecutivo e vice presidente; Jacopo Forloni e Chiara Lazzarini, amministratori non esecutivi.
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