Il bullismo non è solo una violazione delle regole, ma una frattura nelle relazioni e nella dignità delle persone. È da questa consapevolezza che nasce il terzo appuntamento annuale del Progetto Scuola di Fondazione Conad Ets, trasmesso in diretta streaming nazionale e dedicato al tema “Bullismo – Riconoscere, responsabilizzare, ricostruire. La mediazione riparativa nella scuola”.
L’incontro ha coinvolto 67mi\a studenti di 426 istituti secondari di secondo grado, da 283 città in tutta Italia, offrendo loro un’occasione di confronto su uno dei fenomeni più diffusi e dolorosi della vita scolastica, oggi amplificato anche dalla dimensione digitale e dal cyberbullismo.
Al centro della giornata, l’approccio della mediazione e della giustizia riparativa nella scuola, che propone un cambiamento profondo nel modo di affrontare il bullismo: non la sola punizione del comportamento scorretto, ma il riconoscimento del danno, la responsabilizzazione di chi lo ha causato e la ricostruzione dei legami all’interno della comunità scolastica.
Per mediazione riparativa nella scuola si intende un approccio educativo che, di fronte a un episodio di bullismo o a un conflitto, non si limita a individuare una colpa e applicare una sanzione, ma mette al centro
le persone coinvolte e le relazioni danneggiate. Attraverso percorsi guidati da figure formate, questo modello offre alla vittima uno spazio di ascolto e tutela, e invita chi ha commesso il comportamento violento a riconoscere l’impatto delle proprie azioni, ad assumersene la responsabilità e a contribuire attivamente alla riparazione del danno.
L’obiettivo non è giustificare o minimizzare, ma prevenire la reiterazione della violenza e rafforzare il senso di responsabilità e appartenenza alla comunità scolastica. Un modello che considera il bullismo come fenomeno complesso, che coinvolge vittime, autori e contesto, e che chiama in causa il ruolo attivo del gruppo e degli adulti di riferimento. Un tema che gli studenti stessi indicano come prioritario, come emerge dalle rilevazioni Ipsos condotte negli anni precedenti nell’ambito del Progetto Scuola.
A guidare il confronto sono stati Gherardo Colombo, già magistrato e presidente dell’Associazione Sulleregole, e Roberto Cornelli, professore ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano, affiancati da Federica Brunelli, mediatrice esperta in programmi di giustizia riparativa. La conduzione è stata affidata alla giornalista Elisabetta Soglio, responsabile del settimanale Buone Notizie – L’Impresa del Bene del Corriere della Sera.
Attraverso analisi giuridiche, esempi concreti e riflessioni educative, i relatori hanno mostrato come la mediazione riparativa possa diventare uno strumento efficace per prevenire e affrontare il bullismo, tutelando le vittime e offrendo a chi ha sbagliato la possibilità di comprendere l’impatto delle proprie azioni e di cambiare.
L’intervento del Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana: ha invitato a leggere il bullismo come una ferita che nasce spesso dall’indifferenza e dalla solitudine. Il Cardinale ha sottolineato come l’indifferenza non sia solo un’assenza, ma un comportamento preciso che isola e amplifica la sofferenza di chi subisce
Come per tutti gli appuntamenti del Progetto Scuola, anche questo incontro è stato preceduto dalla diffusione alle scuole di materia\i didattici di preparazione, pensati per favorire il lavoro in classe prima e dopo la diretta. Un percorso che valorizza concetti chiave come dignità, riconoscimento, responsabilità e riparazione, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere la complessità dei conflitti e il proprio ruolo nella comunità.
“La scuola è il primo luogo in cui si formano non solo le competenze, ma anche il senso della giustizia, della responsabilità e della convivenza civile – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, segretario generale e direttrice di Fondazione Conad Ets –. Per la Fondazione, investire nella sensibilizzazione e informazione delle nuove generazioni significa accompagnare ragazze e ragazzi a comprendere meglio la complessità di molte dinamiche che vivono nella loro quotidianità. Affrontare oggi il tema del bullismo vuol dire parlare di dignità umana, di relazioni e di futuro. Con questo incontro abbiamo voluto offrire agli studenti strumenti culturali e educativi per comprendere i comportamenti che feriscono la dignità delle persone e generano esclusione e sofferenza, e per riconoscerne l’impatto. L’obiettivo è superare la sola logica della punizione e favorire percorsi di responsabilità, riparazione e crescita personale e collettiva”.
Durante la diretta, Unisona ha proposto una serie di live poll per raccogliere in tempo reale le opinioni di migliaia di studenti sui temi dell’incontro: la diffusione del bullismo e del cyberbullismo nella vita scolastica, il ruolo del gruppo dei pari e degli adulti di riferimento, l’efficacia delle sanzioni disciplinari e la conoscenza di approcci alternativi basati sulla responsabilità e sulla riparazione del danno.
Le risposte hanno trasformato l’evento in un vero momento di partecipazione collettiva, offrendo una prima fotografia delle percezioni degli studenti rispetto al clima relazionale nelle scuole e ai modelli educativi ritenuti più efficaci per prevenire e affrontare episodi di prevaricazione.
Al termine dell’incontro, Ipsos ha proposto un questionario strutturato per approfondire in modo sistematico il punto di vista dei ragazzi su aspetti chiave come la frequenza e le forme del bullismo, il senso di sicurezza e di appartenenza all’interno della comunità scolastica, il grado di fiducia negli adulti e l’interesse verso percorsi di mediazione e giustizia riparativa.
I dati raccolti, analizzati e rielaborati in forma aggregata, andranno a costituire un osservatorio privilegiato sul rapporto tra giovani, relazioni e responsabiltà nella scuola, uno strumento di analisi prezioso per comprendere come gli studenti interpretano le dinamiche educative contemporanee e quali interventi ritengono prioritari per costruire ambienti scolastici più inclusivi, consapevoli e capaci di prevenire la violenza.
Anche in occasione di questo terzo appuntamento della quarta edizione del Progetto Scuola, le Cooperative e i soci Conad hanno offerto ad alcuni istituti scolastici la possibilità di seguire l’evento in presenza, dalle sale cinematografiche o dalle aule magne delle scuole dei propri territori, confermando l’impegno del Sistema Conad nel promuovere la partecipazione attiva di studenti e docenti, rafforzando la rete educativa e territoriale che da sempre sostiene le iniziative di Fondazione Conad Ets.
In particolare, Conad Adriatico ha coinvolto centinaia di studenti nella sala del Museo del Mare di San Benedetto del Tronto, che hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, con Lucia Grandoni, direttrice sviluppo, patrimonio e centri commerciali per Conad Adriatico, e con volontari dell’Associazione Mabasta, tutti protagonisti di una diretta live.
Conad Nord Ovest ha seguito la diretta a Livorno presso il Cinema La Gran Guardia, coinvolgendo circa 140 studenti. Presenti all’evento Libera Camici, vicesindaca di Livorno; Giampaolo Dotto, security manager del Comune di Livorno; Damiana Barbato, psicologa e presidente dell’Aps Il Sestante Solidarietà, Arianna Tozzi, psicologa dello Sportello scolastico della Scuola Vespucci Colombo.
Conad Centro Nord ha organizzato il collegamento di 150 studenti dal Cinema Capitol di Bergamo; mentre Cia Conad ha seguito l’evento da Cinema Anteo di Milano, con la partecipazione di 170 studenti salutati da Santo Minniti, Presidente del Municipio 6 di Milano, e da Federica Giannotta e Marisa Maraffino, rispettivamente direttrice programmi e responsabile consulenza legale di Terre des Hommes Italia.
PAC2000A ha ospitato invece la diretta a Reggio Calabria, presso l’aula magna dell’Istituto Boccioni Fermi, alla presenza di 100 studenti in dialogo con Mariella Genovese, psicologa del progetto Discutiamone a Scuola e Alessandra Lo Presti, referente dell’Associazione Tra Noi Calabria.