Unilever si separa dall’alimentare grazie a un accordo con l’americana McCormick, regina delle spezie e dei condimenti.
La manovra fa seguito, razionalmente e strategicamente, allo spin off del settore dei gelati, che ha portato alla creazione di The Magnum Ice Cream Company.
Nel 2025 il giro d’affari della multinazionale Usa si è piazzato poco sotto i 7 miliardi di dollari, con una crescita di due punti percentuali.
La combinazione con Unilever Foods creerà un insieme al quale faranno capo, oltre allo stesso marchio McCormick, molti altri brand noti in tutto il mondo, come Knorr e Hellmann's, per un valore di portafoglio (2025) di 20 miliardi di dollari (oltre 17 miliardi di euro).
Unilever e i suoi azionisti riceveranno titoli pari al 65% del patrimonio netto complessivo della nuova società (equivalente a 29,1 miliardi di USD), mentre il gruppo anglo olandese riscuoterà 15,7 miliardi di dollari al momento della chiusura, prevista fra poco più di un anno, entro la metà del 2027.
In questo modo Unilever si concentrerà solo sul non alimentare – cura persona e casa, bellezza e benessere – e avrà 39 miliardi di euro di fatturato (calcolato sempre a valori 2025, anno in cui ha realizzato 50,5 miliardi di euro).
La transazione, secondo la major anglo olandese, rappresenta un altro passo decisivo verso la semplificazione, determinando una crescita più elevata e una maggior creazione di valore per gli azionisti.
L’operazione riflette, per Unilever Foods, un valore d'impresa di 44,8 miliardi di dollari.
La società combinata manterrà il nome di McCormick, la sede centrale a Hunt Valley (Maryland), la quotazione al Nyse e sarà guidata dal Ceo e dal Cfo di McCormick (attualmente Brendan Foley e Marcos Gabriel) insieme ad alcuni esponenti della dirigenza di Unilever Foods.
Parallelamente la newco creerà una sede internazionale nei Paesi Bassi e pianificherà una seconda quotazione in Europa.
Al closing gli azionisti di Unilever possederanno il 55,1% del patrimonio netto della nuova McCormick, mentre Unilever stessa avrà il 9,9 per cento.
In seguito, e comunque non prima di un anno dopo la chiusura, Unilever venderà la propria quota in modo graduale.
Gli azionisti di McCormick possederanno il 35% della nuova compagnia, la quale prevede, fra l'altro, di realizzare circa 600 milioni di dollari di sinergie annue che saranno reinvestite in ragione di 100 milioni di dollari.
