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Antitrust, semaforo giallo per Conad. Non può acquisire i negozi PiùMe

Antitrust, semaforo giallo per Conad. Non può acquisire i negozi PiùMe

Antitrust, semaforo giallo per Conad. Non può acquisire i negozi PiùMe

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Emanuele Scarci

Stop dell’Antitrust per Conad Nord Ovest. La holding finanziaria Futura non potrà, almeno per ora, acquisire i 271 pdv, di cui 262 con insegna PiùMe, localizzati nel Centro nord e di proprietà della società toscana General e di alcune controllate.

La conquista della catena di negozi, specializzati nei prodotti per cura della persona e della casa, segnerebbe l’ingresso in grande stile della Margherita nel mercato drugstore.
Fino a qualche settimana fa i vertici di Conad ostentavano sicurezza e dichiaravano che per l’operazione “non si ravvisavano sostanziali problemi di concentrazione”. Invece, dopo un’analisi preliminare, l’Authority di problemi ne ha individuati 41 (zone a rischio).
E ha disposto l’avvio dell’istruttoria rilevando che “l’operazione, nel caso in cui l’ambito merceologico del mercato rilevante, come da ultimo precedente dell’Autorità, includa sia i punti vendita specializzati che alcuni punti vendita della Gdo, potrebbe essere idonea a ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, anche mediante la costituzione o del rafforzamento di una posizione dominante”.
La procedura dovrà concludersi entro l’inizio di agosto.

La mappa

Secondo l’Antitrust, se si escludono i drugstore, i pdv Conad (non le superette) e i discount (non quelli con superficie di vendita sotto i 400 mq), l’operazione comporterebbe in 41 isocrone (20 minuti di tragitto in macchina) il raggiungimento di quote di mercato congiunte significative, superiori al 30% (con punte di oltre il 70-75%), localizzate in Liguria (23), Toscana (17) e Piemonte (1).
Quindi un contenzioso molto esteso a cui i legali delle due società dovranno opporre solide ragioni e probabilmente proporre cessioni almeno nelle zone più critiche che, in sostanza, si estendono da Sanremo fino al Grossetano. E sperando che non si arrivi alla replica dell’estenuante braccio di ferro intrapreso da Authority e Conad in occasione dell’acquisizione di Auchan nel 2019.
L'accordo quadro Conad-General comprende inoltre, per un periodo di cinque anni dal closing, un obbligo di non concorrenza e di non sollecitazione, sui quali l'Authority "intende valutarne l'accessorietà rispetto all’operazione".

Più offerta di servizi

Poco prima di Natale, il ceo di Conad Nord ovest, Adamo Ascari, aveva dichiarato che con l’arrivo di General e delle società collegate, “saremo un’azienda sempre più multicanale e un ecosistema di soluzioni per il cliente, di massimizzare le potenzialità e le sinergie della nostra rete di vendita. In linea con il nostro piano strategico, valorizziamo e ampliamo l’offerta di servizi, business adiacenti e formati ad oggi presenti a beneficio dei clienti stessi. Guardiamo al mercato verso segmenti diversi che ci consentano di rispondere a 360 gradi alle nuove necessità dei clienti”.

General fa capo alla famiglia Tognetti. Pietro Paolo Tognetti è il presidente. Nel 2024 i ricavi del bilancio civilistico di General srl sono stati di 154 milioni, Ebit di -0,3 milioni e proventi non caratteristici per 12 milioni. L'utile netto è stato di 8 milioni. I debiti verso banche ammontano a 5,7 milioni. Il patrimonio netto è di 92 milioni.

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