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Rapporti Gdo fornitori: l'Agcm proroga al 26 febbraio la raccolta delle osservazioni

Rapporti Gdo fornitori: l'Agcm proroga al 26 febbraio la raccolta delle osservazioni

Rapporti Gdo fornitori: l'Agcm proroga al 26 febbraio la raccolta delle osservazioni

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Luca Salomone

Con il bollettino di ieri, lunedì 2 febbraio e, prima ancora, con uno scarno avviso, è arrivata la proroga per l’indagine conoscitiva indetta dall’Antitrust sui rapporti tra Gdo e fornitori.

Il termine ultimo per raccogliere le osservazioni degli stakeholder, prima fissato per il 31 gennaio, passa invece al 26 febbraio.

Gli stakeholder chiedono più tempo all'Agcm

Motivo? L’Agcm stessa spiega che che sono giunte richieste di proroga. Dunque, i soggetti che vi abbiano interesse hanno ora altre tre settimane circa per presentare i propri contributi sui temi indicati nel provvedimento di avvio dell’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla Gdo nell’ambito della filiera agroalimentare.

Come scritto da Distribuzione moderna il 23 dicembre 2025, la procedura è partita con il bollettino del 22 dicembre scorso, mentre la data di chiusura, ossia per tirare le somme del dossier, resta il 31 dicembre 2026.

RAPPPORTI GDO FORNITORI AGCM ANTITRUST 1

Secondo l'Antitrust i prezzi dei beni alimentari, in un quadriennio, hanno fatto registrare un incremento del 24,9 per cento

Le ragioni dell'authority, successivamente condensate anche in un comunicato stampa del 14 gennaio, sono ben note. In ogni caso riportiamole ancora una volta.

Riassunto delle puntate precedenti

Sulla base dei dati Istat, fra ottobre 2021 e ottobre 2025 – osserva l’Antitrust - i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%).

A fronte di questi rincari, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle catene della grande distribuzione organizzata.

Gdo fornitori: i punti di squilibrio

Nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori rappresenta uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori - e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte -, sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo.

In tale contesto, si legge ancora, l’indagine intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali). Altri elementi sotto analisi sono la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending), nonché il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore (private label).

I temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti Mdd, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali.

Ascolta il nostro Podcast con il punto di vista di Giorgio Santambrogio

       
       

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