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Giochi Preziosi: Cigs per 135 persone. Chiudono i negozi di due società retail

Giochi Preziosi: Cigs per 135 persone. Chiudono due società retail

Giochi Preziosi: Cigs per 135 persone. Chiudono i negozi di due società retail

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Luca Salomone

Raggiunta l’intesa, al Ministero del Lavoro, sul ricorso alla Cigs, per cessazione di attività, nelle società Giochi Preziosi Store e Startrade di Gruppo Giochi Preziosi.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto, con le direzioni delle due imprese, i verbali di accordo.

La durata della cassa integrazione

Viene garantita, retroattivamente, la copertura retributiva: dal 30 marzo, per Giochi Preziosi Store e dal 1° marzo per Startrade, e questo fino al 31 dicembre 2026.

Coinvolti sono 135 occupati, interessati dal piano di chiusura della rete retail delle due società.

Le intese – sottolineano le sigle sindacali - si collocano nel più ampio percorso di gestione della crisi, avviato dal gruppo dopo la composizione negoziata, successivamente archiviata per consentire un iter unitario con la capogruppo e le altre entità societarie.

Per i negozi si attendono manifestazioni di interesse

In questo quadro, si legge “le due insegne hanno depositato il ricorso per l’accesso a uno strumento di regolazione della crisi di gruppo e definito un piano che prevede la chiusura di tutti i punti vendita (quanti non è dato sapere, ndr), ferma restando la possibilità di eventuali cessioni, in presenza di manifestazioni di interesse da parte di terzi”.

La Cigs riguarderà complessivamente 88 dipendenti di Giochi Preziosi Store e 47 di Startrade, distribuiti tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana, oltre ai siti di sede.

Le sospensioni potranno essere a zero ore, o con riduzione oraria in funzione delle operazioni di cessazione delle attività commerciali.

Nel corso dell’esame congiunto, le Regioni coinvolte e le Agenzie regionali per il lavoro hanno, inoltre, manifestato la disponibilità a concordare con le aziende azioni di politica attiva e percorsi di ricollocazione sui territori a favore delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dall’ammortizzatore sociale.

Le parti hanno pure concordato di proseguire il confronto per una gestione condivisa del percorso aziendale e delle possibilità di salvaguardia occupazionale, con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di intese comuni.

L’8 giugno si aspetta il piano industriale Giochi Preziosi

La vertenza è approdata anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove è stato avviato un approfondimento sulla situazione complessiva del gruppo e sulle linee del piano industriale, atteso entro l’8 giugno.

L’ultimo incontro con il Mimit è avvenuto pochi giorni fa, il 15 aprile.

Il programma si articolerà sul rafforzamento delle attività all’ingrosso, sulla razionalizzazione della rete al dettaglio e sulla ricerca di nuovi investitori, con un significativo ridimensionamento del settore retail e interlocuzioni, in corso, per la cessione di punti vendita.

Il gruppo, fondato da Enrico Preziosi nel 1978, è da tempo in difficoltà forse a causa della scarsa natalità, della diffusione presso bambini e ragazzi di altri strumenti di gioco, anche impropri, come i cellulari, della concorrenza dei grandi marketplace.

E tuttavia i dati di Assogiocattoli, basati sulle rilevazioni di Circana, indicano una crescita del mercato dell'8% in volume nel 2025.

Fatturati e perdite nel perimetro di Giochi Preziosi

Nel 2022 il fatturato consolidato netto di Gruppo Preziosi, compreso l’estero, avrebbe comunque superato i 340 milioni di euro, con una perdita di 52,5 milioni.

La sola Giochi Preziosi Spa, con sede a Milano, secondo i dati del sistema camerale, sempre nel 2022 (ultimo dato disponibile) ha totalizzato un giro d’affari di oltre 70,5 milioni, mentre la perdita era di 19,5 milioni di euro.

Startrade valeva invece, nel 2023, circa 10 milioni di ricavi, con perdite di quasi 3 milioni, mentre Giochi Preziosi Store aveva cifre, rispettive, nel 2024, di 22,49 milioni e -20,68 milioni.

All’inizio di quest’anno il gruppo ha rinunciato allo sviluppo, in Italia, dell’insegna britannica Hamleys, un fatto che ha portato, il 3 febbraio, alla chiusura di 3 punti vendita: Bergamo Orio al Serio, Milano e Roma.

È rimasta incerta la sorte di un quarto negozio, quello presso il centro commerciale Maximall Pompeii di Torre Annunziata (Napoli) che, tuttavia, almeno consultando il web, risulta attualmente chiuso in modo temporaneo.

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