Assoutenti fa i conti dei prezzi pagati dagli italiani per i generi alimentari e scopre il colpo di coda delle feste pasquali. Ma il problema non sono solo le ricorrenze.
A ciò si aggiungono infatti, come elementi assai peggiorativi, la guerra in Medio Oriente e le tariffe dei trasporti.
Secondo le ultime cifre dell’Istat, a marzo 2026 accelera il food, ma anche i beni per la cura della casa e della persona (da +2% a +2,2%) e, ancora più marcatamente l'indicazione relativa ai prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,9% a +3,1 per cento).
«I prezzi alimentari salgono in media del 2,8% anno su anno, con punte del 4,7% per quelli non lavorati, ma per alcuni i costi al pubblico viaggiano a un ritmo molto più sostenuto – spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso –. La carne bovina, per esempio, rincara dell’8,4% su base annua, del 7,2% quella ovina, mentre le uova salgono dell’8,5%, i limoni del 10,8%, le fragole del 10,4 per cento».
Per i pomodori l’aumento è del 9%, dell’11,1% per le zucchine e addirittura del 21,5% per le melanzane. I piselli lievitano del 19,6% per cento.
E ancora: le uova di Pasqua e i prodotti a base di cioccolato, secondo la ricerca condotta dall’associazione, sono costati in media il 6,4% in più rispetto allo scorso anno.

I voli nazionali crescono del 13 per cento
Sensibili anche gli scostamenti per le vacanze, con le tariffe dei servizi di alloggio salite del 4% su base annua, mentre i biglietti aerei delle tratte nazionali volano in alto del 12,6%, confermando le rilevazioni di Assoutenti che aveva registrato, a Pasqua, incrementi nell’ordine del 13 per cento.
«Sui prezzi del comparto alimentare sta incidendo l’escalation dei carburanti – ribadisce Melluso -. Questa ha aggravato i costi di trasporto specie per i prodotti freschi: perciò il Governo deve prorogare fino a fine emergenza il taglio delle accise e vigilare con la massima attenzione su speculazioni, o andamenti anomali dei listini».
Sempre l’Istat osserva che a marzo 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (dal +1,5% di febbraio).
Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale al +2,2% (da +2%), mentre si attenua quello dell’inflazione di fondo (+1,9% da +2,4 per cento).
Leggi anche:
A febbraio il carrello è meno pieno. Flettono i volumi
LA RILEVAZIONE ISTAT: MARZO 2026
