
Trasformare un’azione quotidiana e semplice come fare la spesa in un gesto di impatto sociale. È questa la missione di Worldcoo, la piattaforma internazionale nata in Spagna e attiva nelle microdonazioni solidali sbarcata in Italia a inizio 2026.
Le attività hanno preso il via grazie alla partnership con il Gruppo Romano Cds – parte del Gruppo Selex –, ma nuove realtà della Gdo italiana stanno guardando con interesse all’arrotondamento solidale per dimostrare concretamente il proprio impegno sociale, mentre Worldcoo lavora per coinvolgere anche nuovi settori della distribuzione, come anticipa Rossella Antelmi, business director Italy di Worldcoo.
L’arrotondamento solidale consente ai clienti di fare una piccola donazione al momento del pagamento, generalmente arrotondando l’importo dello scontrino o donando una cifra predefinita. Le regole di arrotondamento sono definite con l’insegna che accoglie il progetto e l’attivazione e vengono studiate a seconda dello scontrinato del settore retail di appartenenza. Si tratta, quindi, di un gesto semplice, veloce e accessibile a tutti. Le insegne della distribuzione nei nostri progetti svolgono un ruolo fondamentale perché mettono a disposizione la propria rete di punti vendita e la relazione quotidiana con milioni di consumatori, trasformando ogni acquisto in una concreta opportunità di generare impatto sociale positivo.
Worldcoo ha superato i 23 milioni di euro di donazioni raccolte a livello internazionale, finanziando oltre 1.100 progetti sociali e generando un impatto diretto su più di 3 milioni di persone. La donazione media è di circa 20 centesimi, a dimostrazione di come piccoli gesti ripetuti milioni di volte possano generare un grande cambiamento. L’Italia rappresenta oggi uno dei mercati con il maggiore potenziale di crescita. Sebbene il modello delle microdonazioni sia già consolidato in altri Paesi europei, nella Penisola siamo ancora in una fase di forte sviluppo e sensibilizzazione, con ampi margini di espansione soprattutto nel settore della distribuzione moderna.
La partnership più consolidata è quella con Gruppo Romano Cds, con il quale abbiamo raccolto in pochi mesi oltre 125.000 euro attraverso circa 500.000 donazioni effettuate dai clienti. Insieme abbiamo realizzato cinque campagne solidali che hanno generato un impatto complessivo su circa 60.000 beneficiari tra diretti e indiretti. Questi risultati sono la prova di come anche microdonazioni di pochi centesimi possano tradursi in progetti concreti e ad alto valore sociale per le comunità coinvolte. Recentemente si è aggiunta anche Panarello – storica realtà siciliana della Gdo attiva con le insegne Max Supermercati e Famila Superstore –, che ha scelto di integrare l’arrotondamento solidale nella propria strategia di responsabilità sociale. Un ulteriore segnale positivo arriva dal Gruppo Selex, che ha manifestato interesse per il progetto richiedendo la presentazione dell’arrotondamento solidale alle 18 imprese associate.
L’arrotondamento solidale consente alle insegne di trasformare un gesto quotidiano in un’azione di valore condiviso, coinvolgendo clienti, collaboratori e territorio. Oggi le aziende sono chiamate a dimostrare concretamente il proprio impegno sociale e ambientale. Le microdonazioni rappresentano uno strumento semplice, misurabile e partecipativo che rafforza la relazione con le comunità locali, favorisce il coinvolgimento dei clienti e contribuisce agli obiettivi Esg dell’impresa. L’arrotondamento solidale non è soltanto una raccolta fondi, ma uno strumento Esg concreto che rafforza il legame tra insegna, clienti e territorio, generando impatto sociale misurabile e valore reputazionale. Inoltre, il fatto che la donazione sia volontaria e di importo molto contenuto favorisce un'elevata partecipazione senza incidere sull’esperienza di acquisto.
L’efficacia dipende principalmente da tre fattori: semplicità, trasparenza e vicinanza. Il cliente deve comprendere immediatamente il progetto che sta sostenendo, sapere come verranno utilizzati i fondi e percepire il valore concreto della propria donazione. Anche il coinvolgimento del personale di punto vendita è fondamentale: quando i collaboratori interni comprendono il significato dell’iniziativa e la comunicano con convinzione, i risultati crescono sensibilmente. Infine, la rendicontazione dell’impatto generato rappresenta un elemento essenziale per mantenere alta la fiducia dei consumatori.
Collaboriamo con organizzazioni del terzo settore locali, nazionali e internazionali che operano in ambiti quali inclusione sociale, salute, infanzia, disabilità, educazione, cooperazione internazionale e contrasto alla povertà. Tutte le organizzazioni e i progetti sostenuti da Worldcoo vengono sottoposti a un rigoroso processo di valutazione e omologazione basato su criteri di trasparenza, governance, rendicontazione e capacità di generare impatto, definiti secondo standard internazionali. Questo consente ai nostri partner e ai consumatori di avere la certezza che ogni donazione venga destinata a progetti affidabili, verificati e misurabili. Dalla nostra esperienza emerge inoltre che i consumatori apprezzano particolarmente i progetti che producono benefici tangibili nelle comunità in cui vivono. Sapere che la propria donazione contribuisce concretamente a migliorare il territorio rafforza il senso di partecipazione e la fiducia verso l'iniziativa.
Worldcoo mette a disposizione una gestionale che raccoglie i dati di donazione tramite comunicazione via Api integrata con i sistemi di cassa e le piattaforme di pagamento dei retailer. Questo consente di raccogliere, monitorare e rendicontare ogni donazione in modo preciso, sicuro e automatizzato. La trasparenza è garantita attraverso processi certificati, monitoraggio continuo delle campagne e report dettagliati che permettono a retailer, organizzazioni beneficiarie e consumatori di conoscere l'ammontare delle somme raccolte e l'impatto generato dai progetti sostenuti.
L’obiettivo del milione di euro resta la nostra ambizione e continua a rappresentare la direzione verso cui stiamo lavorando. La crescita del mercato italiano sta procedendo in modo graduale. I progetti di impatto sociale richiedono infatti tempi di adozione che devono necessariamente integrarsi con le priorità commerciali delle aziende, spesso orientate a iniziative con ritorni più immediati sul fatturato. Tuttavia, i risultati ottenuti con i partner attuali confermano la validità del modello. Se consideriamo che con il solo Gruppo Romano Cds sono state raccolte circa 500.000 donazioni in pochi mesi, riteniamo che l’ingresso di nuove insegne e gruppi distributivi possa generare un effetto moltiplicatore molto significativo sulla raccolta nazionale. L’arrivo di Panarello e l’interesse manifestato dal Gruppo Selex ci rendono fiduciosi sulla possibilità di accelerare sensibilmente la crescita nei prossimi mesi.
Oltre all’espansione delle collaborazioni con nuove insegne della distribuzione organizzata, stiamo lavorando su nuovi canali che possano ampliare ulteriormente le opportunità di raccolta. Uno dei progetti più interessanti riguarda l’introduzione dell’arrotondamento solidale nel settore del vending. Un modello che stiamo studiando e valutando. Questo ci permetterebbe di raggiungere contesti ad alta frequentazione come scuole, università, ospedali, aziende e luoghi pubblici, trasformando anche gli acquisti effettuati presso distributori automatici in occasioni di solidarietà. Parallelamente abbiamo sviluppato nuove soluzioni dedicate alle aziende produttrici e non esclusivamente ai retailer. Tra queste, il payroll giving, che consente ai dipendenti di effettuare microdonazioni direttamente attraverso la busta paga, coinvolgendo così il cliente interno dell’azienda e rafforzando le strategie di sostenibilità e partecipazione dei collaboratori. L’intento è rendere la solidarietà sempre più integrata nei gesti quotidiani, indipendentemente dal canale attraverso cui avviene la transazione.
La nostra esperienza dimostra che le iniziative di microdonazione contribuiscono a rafforzare la relazione tra insegna e comunità locale, generando un forte riconoscimento del ruolo sociale dell'azienda. Un esempio significativo è rappresentato dalla collaborazione con Gruppo Romano Cds. Nel corso dei mesi molti clienti hanno iniziato a identificare l'insegna come un soggetto attivamente impegnato nel sostegno al territorio, arrivando persino a proporre direttamente progetti ed enti da sostenere. Le richieste raccolte da Gruppi Romano vengono condivise con Worldcoo, che procede con un processo strutturato di screening dell’organizzazione e del progetto proposto. Solo dopo aver verificato il rispetto dei nostri criteri di trasparenza, affidabilità e impatto, la campagna viene inserita nel calendario delle iniziative. Questo meccanismo rappresenta probabilmente uno dei risultati più significativi ottenuti finora: non soltanto una raccolta fondi efficace, ma la creazione di una vera partecipazione della comunità locale, che riconosce nell'insegna un attore capace di generare valore sociale concreto sul territorio.
Crediamo che la Gdo sarà sempre più chiamata a generare valore non solo economico ma anche sociale. Le microdonazioni hanno tutte le caratteristiche per diventare uno strumento strutturale di collaborazione tra retailer, consumatori e terzo settore perché consentono di creare un modello partecipativo, misurabile e sostenibile nel tempo. In un contesto in cui sostenibilità, Esg e relazione con il territorio assumono un peso crescente nelle strategie aziendali, iniziative come l’arrotondamento solidale possono diventare una componente stabile dell’esperienza di acquisto.