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Eataly, cambio al vertice: esce il ceo Cipolloni ed entra il dg Belsito

Gabriele Belsito, neo dg di Eataly
L'ex ceo Andrea Cipolloni

Eataly, cambio al vertice: esce il ceo Cipolloni ed entra il dg Belsito

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Emanuele Scarci

Cambio di registro in Eataly. Dopo 3 anni e mezzo, il ceo Andrea Cipolloni lascia e, da oggi, le sue funzioni vengono divise.

Da una parte, il neo direttore generale per l’Europa Gabriele Belsito (ex direttore delle risorse umane di Eataly da 3 anni e prima ex Autogrill) e, dall’altra, un ceo per gli Stati Uniti, attualmente in fase di ricerca. Poltrona occupata negli ultimi 3 anni da Tommaso Brusò. Che qualcosa non andasse per il verso giusto in eataly si era intuito lo scorso dicembre, quando il direttore finanziario Luca Sabadin aveva lasciato per trasferirsi in Cigierre (Old wild west).

Il comunicato ufficiale della multinazionale del food recita che il cambio al vertice rientra “nell’ambito di una transizione pianificata” una volta completata “la prima fase della strategia di crescita di Eataly e al fine di garantire un passaggio graduale”.

“Sono orgoglioso di aver guidato Eataly in questa prima fase di trasformazione e di crescita - ha dichiarato Cipolloni - e di quanto abbiamo realizzato come team sia in Italia, che rappresenta la spina dorsale dell’organizzazione, sia all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove Eataly ha saputo rafforzare la presenza e sviluppare i nuovi format, in particolare nel travel retail e con Eataly Caffè”.

Dazi, dollaro e margine

Dal 2022 Cipolloni ha svolto un lavoro enorme: l’azienda è molto cambiata e cresciuta, anche se le vicende macro economiche dell’ultimo anno, dai dazi al cambio dollaro/euro, hanno probabilmente pesato sul mancato raggiungimento della marginalità prevista (sui finanziamenti bancari vige il covenant debito netto/Ebitda).
Dal loro canto, gli azionisti di Eataly hanno profuso investimenti consistenti nell’espansione commerciale e nel controllo degli asset strategici internazionali. Lo scorso agosto Eataly ha deliberato un aumento di capitale di 75 milioni che è stato sottoscritto per metà nel mese di novembre 2025 e per l’altra metà dovrà essere sottoscritto entro il 30 giugno 2026.

“Dal 2022 - scrive il comunicato - il gruppo ha aumentato i ricavi totali da circa 450 milioni di euro a oltre 700 milioni nel 2025, ampliando la presenza globale e creando una solida pipeline grazie all’apertura di oltre 20 nuovi punti vendita, portando il numero totale a 69. Durante questo periodo, il gruppo ha inoltre rafforzato ulteriormente il proprio brand a livello globale e diversificato le fonti di ricavi attraverso quattro pilastri strategici: punti vendita di grandi dimensioni, prodotti a marchio Eataly, travel retail e Eataly Caffè, lanciato di recente e in forte crescita”.

Eataly non ha comunicato la composizione del nuovo Cda appena rinnovato e nemmeno i risultati di bilancio. Tuttavia nel 2025 i ricavi consolidati del gruppo commerciale sono cresciuti del 3,3% a 706 milioni di euro e l’Ebitda rettificato si è contratto del 23% a 40,7 milioni. Il debito netto rettificato è rimasto stabile a 142 milioni (+1,4%).

Rete multinazionale

Eataly è una catena specializzata nella ristorazione e nella distribuzione di food e beverage italiano di qualità, spesso prodotti Dop, di nicchia o artigianali della fascia premium. Il network commerciale conta su 17 punti vendita negli Stati Uniti, più tre Eataly Caffè (tutti a New York).
In Europa gli store sono 25 mentre Medio oriente e Asia ne contano oltre 20. La catena commerciale è a trazione americana: il 60% del giro d’affari è realizzato in Nordamerica, come probabilmente anche gran parte del margine.

Eataly è controllata per il 52% dal fondo di private equity Investindustrial. Con quote minori, Eatinvest (22,01%) della famiglia Farinetti, Clubinvest di Tamburi (17,67%) e Carlo Alberto della famiglia Baffigo-Miroglio (8,32%).
Le obbligazioni assunte da Eataly con il maxi finanziamento bancario da 225 milioni del 2024 sono garantite da un pegno concesso a Unicredit Bank (quale security agent) sulle azioni di Investindustrial, Eatinvest e Carlo Alberto.

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