L’italianità dei prodotti agroalimentari è un valore che va difeso e sostenuto a tutti i livelli. È questo l’impegno rilanciato da Conserve Italia.
In un contesto di mercato complesso, segnato da consumi in difficoltà, tensioni geopolitiche e una pressione nei costi produttivi, il Gruppo cooperativo ha scelto la 22esima edizione di Marca by BolognaFiere per rafforzare il dialogo con il retail su temi centrali per il futuro delle filiere.
“Nell’ultimo anno, accanto a una domanda ancora debole, i nostri comparti di riferimento hanno dovuto affrontare nuovi e significativi aumenti dei costi, a partire dalle materie prime agricole, come nel caso del pomodoro e della frutta – spiega il direttore generale di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti –. In questo scenario, il tema centrale ribadito a Marca non poteva che essere il valore: siamo una filiera cooperativa 100% italiana, un’azienda impegnata ogni giorno a promuovere e sostenere il lavoro di migliaia di agricoltori soci, dall’Emilia-Romagna alla Puglia passando per la Toscana”.
“L’italianità per noi non è solo un elemento strategico, è la nostra stessa ragion d’essere; un requisito imprescindibile che comporta responsabilità, standard elevati di qualità, tracciabilità, etica e sostenibilità. È fondamentale rafforzare una collaborazione sempre più stretta tra produttori e distributori per promuovere il Made in Italy, evitando che i prodotti italiani siano penalizzati dalla concorrenza sleale di Paesi che non sono tenuti a rispettare le nostre stesse regole, come avviene nei trasformati del pomodoro così come nei legumi e nei cereali, a partire dal mais dolce. La corsa al ribasso dei prezzi svilisce il lavoro agricolo e industriale che sta alla base di tante nostre eccellenze”, prosegue Rosetti.
In vista della campagna del pomodoro 2026, Conserve Italia ha anche incontrato nello stabilimento di Albinia i soci produttori della Toscana e dell’Alto Lazio.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto diretto e costruttivo per condividere obiettivi, strategie e strumenti a supporto della prossima campagna. Per il 2026 Conserve Italia punta a valorizzare al massimo il potenziale produttivo dello stabilimento di Albinia, con un impegno complessivo di circa 85 mila tonnellate di pomodoro, in leggera crescita rispetto alla scorsa stagione, e con l’obiettivo di avviare le lavorazioni già a partire dal 20 luglio.
“Da sempre Conserve Italia vuole mantenere un legame forte e continuativo con i propri soci produttori – ha spiegato Daniele Piva, direttore produzioni agricole – per consolidare i rapporti e affrontare insieme le sfide del settore. È il motivo per cui organizziamo incontri come questo sul territorio: vogliamo offrire un servizio concreto di assistenza tecnica, stare insieme ai soci anche in momenti informali di confronto, per condividere esperienze e informazioni utili”.
Durante l’incontro Piva ha fatto il punto sugli investimenti realizzati negli ultimi anni a sostegno della filiera e delle produzioni conferite dai soci. “Dal 2019 a oggi abbiamo realizzato importanti investimenti per migliorare l’efficienza, la sostenibilità e la capacità produttiva dello stabilimento, intervenendo su nuove linee, sistemi di scarico e di concentrazione – ha sottolineato –. Nel corso del 2025 abbiamo installato il nuovo evaporatore ‘Thor’, per un investimento di quasi 5 milioni di euro che ci ha consentito un miglioramento qualitativo del prodotto, un efficientamento energetico, un rilevante beneficio per l’ambiente e la comunità locale, oltre che per i nostri operatori. Il nuovo evaporatore ci ha consentito di ridurre del 30% le emissioni, pari a -2mila tonnellate di CO2”.
Nella seconda parte dell’incontro si è parlato degli aspetti tecnici della campagna, con contributi mirati sulla gestione integrata della coltivazione del pomodoro da industria, sull’analisi dei risultati delle prove varietali condotte in Toscana nel 2025 e sulla presentazione del catalogo varietale 2026 di Tera Seeds, la società sementiera di Conserve Italia. Un momento pensato per fornire indicazioni operative e strumenti utili ai produttori, nell’ottica di un miglioramento continuo delle rese, della qualità e della sostenibilità. Per l’occasione, sono state anche presentate le attività di ricerca su nuove varietà di pomodoro più performanti e che meglio si possono adattare al territorio maremmano.