La napoletana Pamaf, dopo avere acquistato il 100% delle azioni di Kasanova, presenta il piano di rilancio al Mimit. L’offerta è stata accettata in marzo dagli azionisti della catena di casalinghi.
Nel dettaglio il progetto della nuova proprietà consente di tutelare tutte le maestranze, 1.700 addetti, valorizzando l’esperienza del personale e salvaguardando la rete di circa 200 punti vendita, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Si parla, logicamente, solo della rete diretta, visto che Kasanova, nonostante alcune chiusure, sviluppa, secondo i dati correnti, circa 700 negozi. I restanti (intorno ai 280) sono costituiti dal canale franchising, più 200 corner nei punti vendita di altri retailer.
L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il network commerciale e consolidare la presenza del marchio sul nostro mercato.
Pamaf ha evidenziato, durante l’incontro del 3 giugno, di avere investito 18 milioni di euro per garantire la stabilizzazione economica e finanziaria di gruppo Kasanova, consentendo di superare definitivamente la gestione emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi anni.
Il piano di rilancio mira a riportare l’azienda alla redditività già entro il 2026, segnando una netta inversione di tendenza rispetto al passato.
“Il business plan – precisa un comunicato del Ministero delle imprese e del made in Italy - sarà illustrato nelle sue linee operative alle organizzazioni sindacali nelle prossime settimane, attraverso specifici tavoli di confronto sia a livello regionale, sia nazionale”.
L’italiana Pamaf, per la precisione, è una holding imprenditoriale guidata dall’imprenditore partenopeo Antonio Bernardo, ex socio ed ex amministratore delegato, insieme al fratello Luigi, della catena di pronto moda Piazza Italia.
Nel 2024, secondo i dati camerali, le cifre chiave della società di partecipazioni erano di 17,6 milioni di euro di fatturato e di oltre 2,2 milioni di utili.
Il Mimit seguirà con la massima attenzione l’attuazione del piano di sviluppo e ha già fissato un prossimo incontro di monitoraggio per il 26 novembre 2026.
«Kasanova è salva e vengono così tutelati altri 1.700 posti di lavoro - ha ribadito il titolare del dicastero, Adolfo Urso -. Si tratta di un nuovo e importante tassello dell’azione del Mimit volta a restituire una prospettiva industriale a una realtà di spicco, salvaguardandone occupazione e capacità produttiva”.
“Il rilancio di Kasanova è uno dei 40 accordi raggiunti dall’inizio della legislatura, che hanno consentito di ridurre i tavoli aperti dai 55 ereditati agli attuali 43 – ha continuato il ministro -. Lo dimostrano le numerose vertenze portate a soluzione: da Riello a La Perla, da Piaggio Aerospace a Tecnomeccanica, da Lear ad AC Boilers, Hiab, Venator e Dema”.
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