Buoni i risultati di Centrale del Latte d’Italia (Cli), un fatto che contribuisce a rendere oscuri i motivi del recente crollo borsistico di NewPrinces, azionista di maggioranza.
Nei giorni scorsi, come è ben noto, il titolo ha infatti accusato perdite a doppia cifra.
Ma andiamo con ordine. Il Consiglio di amministrazione di Cli, terzo operatore italiano del mercato del latte fresco e a lunga durata, ha esaminato e approvato il progetto di bilancio 2025.
Si mantengono in lieve crescita (+0,5%) i ricavi che mettono a segno 351,5 milioni, rispetto ai 349,7 milioni del 2024, grazie all’effetto combinato di crescita organica e di un prezzo di vendita più elevato per gli effetti inflazionistici.
Bene anche per l’Ebitda, pari a 26,2 milioni, in aumento del 3,96% sui 25,2 milioni antecedenti, grazie al contributo dei maggiori volumi di vendita e di una migliore redditività, che ha caratterizzato l’ultimo trimestre, stimolato dalla deflazione del mercato lattiero.
L’Ebit, margine operativo netto, risulta anch’esso positivo, per 10,4 milioni di euro e con un delta del +6,3% in confronto al dato 2024, che era di 9,7 milioni.
Altro punto forte del bilancio è l’utile netto d’esercizio, pari a 4,6 milioni di euro, con uno scarto positivo del 5,2 per cento.
In netto miglioramento, di 20 milioni di euro, la Pfn, che passa dai -38 milioni del 2024 ai -18 milioni del 2025, grazie alla capacità di generazione di cassa di Centrale del Latte d’Italia.
Il risultato è un rapporto Pfn/patrimonio netto inferiore a 1, dovuto al favorevole andamento operativo di Cli.
Il Consiglio di amministrazione di Centrale del Latte d’Italia, presieduto da Angelo Mastrolia, ha proposto di destinare l’utile d’esercizio per il 5% a riserva legale e, per il restante 95%, a riserva straordinaria.
CENTRALE DEL LATTE D'ITALIA: I RICAVI 2025 PER CANALE

Come si lega tutto questo a un tonfo dei titoli NewPrinces (quotata al segmento Star di Euronext Milan) che il 2 aprile, sebbene in fase di parziale rientro, si attestava ancora pesantemente in negativo?
Si lega perché Cli, anch'essa quotata, fa parte appunto di NewPrinces, la cui caduta però non si spiega, anche se alcuni osservatori ipotizzano che si tratti di una ripercussione dell’offerta, non vincolante, per la totalità di Realco.
Sempre nella giornata di giovedì 2 aprile, la multinazionale della famiglia Mastrolia è intervenuta, commentando che non sussiste, alla data odierna, alcuna informazione privilegiata idonea a giustificare il recente andamento del titolo azionario.
“Alla data del 2 aprile – rende noto NewPrinces - non vi sono notizie che non siano state portate a conoscenza del pubblico, né eventi straordinari, cambiamenti di governance, revisioni della guidance o operazioni straordinarie in corso di definizione, le quali possano giustificare le fluttuazioni di prezzo registrate”. E infatti ora la quotazione è tornata in positivo.
“La società monitora con attenzione l'andamento del titolo e ha segnalato alle competenti autorità (Borsa Italiana e Consob) le anomalie riscontrate nei volumi e nei prezzi delle sedute recenti, riservandosi di adottare ogni ulteriore iniziativa a tutela degli azionisti e del mercato.
“La recente speculazione ha portato la capitalizzazione del titolo a valori di gran lunga inferiori rispetto al valore delle partecipazioni nelle controllate quotate, Princes Group Plc e Centrale del Latte d’Italia, situazione che, sommata alla solida struttura finanziaria, rende ancora più inspiegabile la performance corrente del titolo”.
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