La nuova Carrefour apre il primo buco nel bilancio di NewPrinces. La catena commerciale, di proprietà del gruppo NewPrinces dallo scorso dicembre, chiude il primo trimestre 2026 con ricavi per 803,1 milioni di euro, un Ebitda di 18,1 milioni e una perdita operativa di 22,7 milioni.
La società ha però sottolineato che la divisione Princes retail (la business unit di Carrefour che assumerà l’insegna GS) nel bimestre marzo-aprile ha registrato “una crescita dell’Ebitda del 240% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, beneficiando delle prime sinergie derivanti dall’integrazione, dell’ottimizzazione promozionale e delle azioni di efficientamento operativo implementate dal management”.
Alla luce della performance registrata nei primi mesi dell’esercizio, il vertice ritiene che l’Ebitda del perimetro retail nel 2026 “possa attestarsi nel range 110-120 milioni, in anticipo rispetto alle aspettative iniziali del management”.
Il presidente e azionista di controllo Giuseppe Mastrolia aveva previsto 2-3 anni per arrivare al turnaround della catena commerciale, in grave difficoltà da anni e che conta oltre mille pdv.
Del resto con il deal dello scorso anno il gruppo italiano ha incassato dai francesi un fondo di 237,5 milioni a sostegno della continuità operativa.
Mediobanca ha calcolato che, nel periodo 2019/24, le perdite di Carrefour a gestione francese ammontino a 1 miliardo, in media 166 milioni l’anno.
Oggi l’obiettivo di Mastrolia è doppio: rendere efficiente Carrefour e integrare industria e distribuzione. In questi primi 3 mesi mesi, il management ha riallineato l’offerta a un indice prezzo vicino alla parità di mercato (100) rispetto al precedente 106. Alla fine il margine del retail è risultato del 2,2%, ancora distante dal caseario (10%) e dal food (8,7%).
Nel primo trimestre del 2026 il gruppo NewPrinces ha registrato ricavi consolidati di 1,49 miliardi (+122,5%), un Ebitda adjusted di 76,5 milioni (+21,3%) e una perdita netta di 22,6 milioni. La liquidità è di 1,3 miliardi.
"I risultati del primo trimestre 2026 - commenta Mastrolia - confermano la solidità del nostro modello industriale e la capacità di migliorare significativamente redditività e generazione di cassa anche in una fase di profonda trasformazione strategica. Il forte incremento dell’Ebitda e dei margini dimostra l’efficacia delle azioni implementate negli ultimi mesi, unite al progressivo miglioramento dell’efficienza operativa e del costo del venduto".
Agli analisti, il direttore finanzario Fabio Fazzari ha riferito di un interessse per un gruppo oleario da 800 milioni di ricavi. Forse la spagnola Deoleo, in portafoglio al fondo Cvc, che controlla i marchi italiani Carapelli, Bertolli e Sasso e a cui sarebbe intessata NewPrinces. Inoltre ci sarebbe interese per una società produttrice di tonno e una di prodotti da forno.
Il mix dei ricavi
Circa il 62% dei ricavi del gruppo sono realizzati in Italia, il 28,5% nel Regno Unito e il resto negli altri mercati.
La piattaforma industriale realizza quasi la metà del giro d’affari: il 12% nel food, l’8,8% nei prodotti italiani, il 7,5% nel beverage, il 7% nel tonno, il 6% nell’olio e circa il 5% nel lattiero caseario.
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