Gruppo Schwarz, Lidl, Kaufland e molto altro, archivia l'anno finanziario 2025 con un robusto aumento delle vendite e delle quote.
Il bilancio- chiuso il 28 febbraio 2026 - esprime un incremento di oltre 10 miliardi di euro, fino 185,6 miliardi, contro i 175,4 del 2024 (+5,8%).
Nel periodo il totale dipendenti è aumentato di 9.000 persone (+1,5%) da 595.000 a 604.000, di cui 5.000 solo in Germania (+2,4%).
La divisione retail, Lidl e Kaufland, costituisce come sempre la spina dorsale, con una rete operativa in 33 nazioni e che si è ampliata di 300 negozi, fino a 14.500 insediamenti (+2,1%).
Il giro d’affari, a perimetro corrente, sale per Lidl a 140,2 miliardi di euro, rispetto ai 132,1 miliardi antecedenti, con un delta positivo del 6,1%.
I supermercati e ipermercati Kaufland hanno totalizzato 36,7 miliardi di euro, in aumento del 4,3% sul corrispondente (erano 35,2 miliardi di euro).
L’attività di vendita al dettaglio è cresciuta sia in Germania, sia in Europa orientale, consolidando la propria posizione di mercato. Da ricordare, quasi in concomitanza con la chiusura dell’esercizio, l’acquisizione di La Cocoș in Romania.
Kaufland Marketplace ha raggiunto Italia e Francia con una piattaforma che è ora attiva in sette paesi europei.
Una volta sommate le vendite online delle due insegne hanno realizzato 1,7 miliardi di euro, un dato che conferma quello dell'anno precedente.
Per garantire ulteriormente le catene di approvvigionamento tra Asia ed Europa, il gruppo sta investendo nella modernizzazione della propria flotta Tailwind, a cui ha commissionato la costruzione di cinque nuove navi.
Fondamentale anche la divisione ambientale PreZero, che sta arricchendo il proprio modello di business con un focus su alcune materie prime rilevanti.
Con un fatturato di 4,1 miliardi di euro (+5,1%; anno precedente: 3,9 miliardi in euro) PreZero, grazie all'acquisizione di Re.Lion.Bat, è entrata anche nel riciclo delle batterie e, insieme agli investimenti sul recupero energetico, sta fissando nuovi standard per un'economia circolare che mira all’autosufficienza.
In questo ambito rientrano partnership strategiche, come quella con Gruppo Bmw, per il riciclo dei veicoli.
L’obiettivo di gruppo, "Road to Zero Waste", prevede il riutilizzo, e il compostaggio di circa il 95% dei rifiuti generati entro il 2030.
Le aziende manifatturiere, raccolte in Schwarz Produktion, hanno aumentato le vendite in modo eccezionale, del 23,9%, raggiungendo 5,7 miliardi di euro (erano 4,6 miliardi).
Oltre alla piena capacità operativa dello stabilimento di Derby, Regno Unito, la divisione ha rafforzato l'indipendenza delle proprie catene di approvvigionamento con l'acquisizione del produttore sassone di marmellate e miele Göbber.
Con investimenti di oltre 300 milioni di euro, Gruppo Schwarz ha inoltre allargato i propri interessi nella panetteria industriale, rilevando la multinazionale tedesca Bonback: l’operazione creerà più di 400 nuovi posti di lavoro.
Anche Schwarz Digits, il braccio tecnologico, ha dato un contributo forte con nuove soluzioni nei settori cloud, sicurezza informatica e sul luogo di lavoro, intelligenza artificiale e comunicazione.
La sempre maggiore rilevanza di questo ramo di attività ha portato a un significativo aumento delle vendite della divisione, in salita del 15,8%, fino a 2,2 miliardi di euro.
La domanda, da parte delle aziende terze per la soluzione cloud proprietaria, Stackit, si è rivelata un motore chiave di crescita.
Un altro traguardo decisivo, 11 miliardi investiti, è stato la posa della prima pietra del data center da 200 megawatt di Lübbenau (Brandeburgo), che sarà uno dei centri dati più moderni d’Europa.
Attraverso la cooperazione strategica con l'Ufficio federale tedesco per la sicurezza dell'informazione (Bsi), Schwarz Digits sta anche guidando lo sviluppo di soluzioni per la PA.
Nell'anno finanziario 2026, le società di Gruppo Schwarz aumenteranno gli investimenti di oltre 10 miliardi di euro, di cui circa 5 verso la Germania. L'obiettivo è rafforzare il core business ed espandere le quote di mercato nel retail fisico, oltre a garantire l'indipendenza digitale e il controllo delle risorse e forniture nel lungo termine.
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