I cinesi in Ceconomy? No, sì, forse, magari… Perché la Commissione Ue blocca il passaggio in maggioranza al colosso JD.com.
L’acquisizione della holding di MediaMarkt, Saturn e MediaWorld, partita alla fine di luglio 2025 e da concludere nel primo semestre di quest’anno, subirà, se non altro, un rallentamento.
Bruxelles ha avviato, nei giorni scorsi, un'indagine approfondita per valutare la proposta del deal, ai sensi del Regolamento sui sussidi esteri (Rse).
La Commissione nutre preoccupazioni sul fatto che JD.com (circa 160 milioni di fatturato tradotto in euro) possa aver beneficiato di finanziamenti extra UE, tali da distorcere il mercato comunitario.
Questi apporti includerebbero, si legge, crediti preferenziali, incentivi fiscali e sussidi forniti da entità che possono essere collegate alla Repubblica popolare cinese.
In particolare, la Commissione sostiene di avere rilevato, in fase preliminare, che i potenziali contributi extra comunitari avrebbero già permesso a JD di offrire condizioni tali da condizionare il processo di negoziazione inerente a Ceconomy.
Bruxelles nutre “poi preoccupazioni sul fatto che la transazione possa consentire, all'entità post merger, di adottare strategie di investimento, o di business, che potrebbero influenzare le regole di concorrenza nel mercato interno dell'Ue”.

JD building (foto di: N509FZ, via Wikimedia Commons)
Non viene invece sottolineato che quell'85,2% di quota non è solo di matrice orientale, ma è frutto di una combinazione, grazie alla quale l’europea Convergenta Invest - della famiglia Kellerhals, fondatrice del gruppo tedesco - manterrà il 25,35 per cento di Ceconomy.
Più in dettaglio, nel corso dell’indagine, la Commissione valuterà, in particolare, se i potenziali sussidi esteri ricevuti da JD.com potrebbero viziare l'esito del processo di approvvigionamento, permettendo di offrire una scala prezzi elevata, tale da sostenere le attività economiche e il piano di crescita di Ceconomy, piano che passerebbe anche dal ricorso alle capacità tecnologiche e logistiche del marketplace cinese.
La transazione, notificata a Bruxelles il 17 aprile 2026, dà il via a un procedimento di 90 giorni lavorativi, fino al 2 ottobre 2026, data entro la quale sarà presa una decisione.
La risposta di JD non si è fatta attendere: il big dell’e-commerce ha infatti precisato che il deal verso Ceconomy è stato finanziato con un mix di mezzi propri e credito bancario.
Cosa può accadere? Di tutto: a indagine conclusa la Commissione può accettare gli impegni offerti dalla società, se essi affrontano pienamente ed efficacemente la distorsione, proibire la concentrazione, oppure adottare la decisione di non opporsi.