
Stop alle miscele di olio extravergine di oliva e vergine di oliva. D'ora in poi un olio ottenuto dalla miscelazione non potrà più essere commercializzato come "olio extra vergine di oliva" (evo).
Il ministero delle politiche agricole ha cambiato le regole (circolare n. 0347821 del 16 luglio 2026) e l'evo dovrà essere "puro". Il provvedimento, arrivato al termine di un tavolo di filiera, accontenta molti produttori di oli italiani ma ne scontenta degli altri.
Favorevoli si dichiarano Coldiretti e l’associazione dei produttori Unaprol che ritengono la circolare un passo importante contro possibili pratiche che rischiavano di generare confusione sul mercato e di penalizzare il valore dell'autentico olio evo.
Sul fronte opposto, Assitol, l’associazione delle industrie olearie italiane, secondo cui il provvedimento nazionale confligge con le regole europee che consentono la miscelazione degli oli.
Il ministero però sottolinea che la circolare italiana è intervenuta su un quadro giuridico poco chiaro e soggetto a varie interpretazioni. Come ha rilevato anche la Corte dei conti europea.
Le nuove regole potrebbero avere conseguenze rilevanti soprattutto per gli imbottigliatori che acquistano oli provenienti da diversi Paesi e che finora avevano gestito eventuali correzioni qualitative anche mediante l'impiego di olio vergine.
Fino a oggi, infatti, l'interpretazione della normativa europea aveva consentito che una miscela composta prevalentemente da olio extra vergine e in parte da olio vergine potesse, in determinate circostanze, essere commercializzata come olio extra vergine, purché il prodotto finale rispettasse i requisiti chimici e organolettici previsti per questa categoria.
Per i trasgressono sono previste sanzioni salate: quella amministrativa varia da 4.000 a 32.000 euro. E fino al 3% del fatturato annuo, con un tetto di 100.000 euro. Per le medie imprese la sanzione è raddoppiata e per le grandi è triplicata.
Nell'anno terminante a marzo 2026, secondo Circana, il comparto oli nella distribuzione moderna è cresciuto a volume dell’1,3%. Complessivamente sono stati venduti oltre 388,4 milioni di litri di prodotto (olio d'oliva più semi). Il fatturato totale è stato di 1,72 miliardi, con un calo del 14,5% legato al progressivo rientro dei picchi inflattivi del 2023/2024.
Dopo il biennio di prezzi dell’olio alle stelle, l’anno scorso sono calati: nella distribuzione moderna una bottiglia di olio evo di provenienza comunitaria si poteva acquistare a 6-7 euro. Quest’anno le offerte più aggressive (anche con oli non comunitari) sono sugli scaffali a 5 euro. Un prezzo insostenibile per i produttori di olio italiano al 100%, offerto a 11-15 euro.
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